Così il grande fratello controlla Rovereto
Prime prove con le telecamere puntate su strade, piazze e “obiettivi sensibili” per non lasciarsi sfuggire nulla
ROVERETO. L’occhio del “grande fratello” c’è e ci vede benissimo. Controlla vie e piazze della città, punta l’obiettivo sugli edifici “sensibili”, scruta i passaggi dei pedoni, ti legge le targhe delle auto e le scritte sui manifesti. Insomma non gli sfugge proprio nulla. Siamo ancora alla fase dell’allestimento, ma il sistema di videosorveglianza è già pronto e sta per essere testato proprio in questi giorni. Le immagini non vengono registrate fino a che non verrà completata l’installazione di tutte le telecamere sul territorio comunale (in totale una trentina tra quelle già esistenti e le nuove previste) e fino a che il regolamento per l’utilizzo del sistema non avrà il via libera dal garante per la privacy dopo l’approvazione del regolamento in consiglio.
Un progetto, quello della videosorveglianza, voluto dall’amministrazione Miorandi e che è il frutto, come spiega il comandante della polizia locale Marco D’Arcangelo, «della collaborazione iniziale nata al tavolo della sicurezza. Le immagini le vediamo noi ma anche carabinieri e polizia. Noi gestiamo il sistema e la registrazione delle immagini. Immagini che vengono registrate quando c’è una richiesta motivata oppure, ad esempio, ci sono accertamenti o indagini in corso. Se viene segnalata una macchina rubata è possibile inserire il numero di targa e sul monitor figurerà ogni passaggio di quella macchina indicando il luogo e l’ora».
A controllare le telecamere e vedere le immagini c’è una postazione al comando di polizia locale. Su un monitor compaiono in contemporanea nove settori (per altrettante telecamere) che possono riguardare zone particolarmente trafficate (vedi paizzale Orsi o incrocio di S. Ilario) oppure edifici (come la piscina, il municipio, la galleria dell’urban center). All’occorrenza possono essere ingrandite fino ad arrivare ad una nitidezza (soprattutto quelle collegate alla fibra ottica) che consente di riconoscere in volto una persona o leggere un volantino appeso ad un muro o, ancora, la targa di un veicolo.
Un sistema che, come dice il comandante D’Arcangelo, ha una doppia valenza: un controllo della viabilità (con la possibilità di far intervenire un agente in caso di necessità) e il monitoraggio di edifici pubblici che in passato sono stati oggetto di imbrattamenti o vandalismi (raid notturni in piscina). Rovereto diventerà una città più sicura con le telecamere? Sicuramente nei punti sotto controllo non sfuggirà nulla anc he se ciò andrà a scapito della privacy.
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