Caserma Chiesa demolita: in arrivo alloggi militari 

In via al Desert. L’intervento nel piano di riorganizzazione delle sedi provinciali e statali Poi toccherà all’ex caserma Pizzolato: al suo posto arriveranno spazi per il rimessaggio



Trento. L’ex caserma Damiano Chiesa in Via al Desert è praticamente rasa al suolo per quello che è il primo lotto dell’intervento di riorganizzazione delle sedi provinciali e statali di Trento. L’area sarà destinata ad uso residenziale per i militari e le loro famiglie che alloggiano in città.

Una volta terminato questo primo intervento, la demolizione riguarderà l’ex caserma Pizzolato con l'abbattimento di due palazzine e relative tettoie che saranno sostituite da spazi logistici come officina meccanica, depositi, lavaggio mezzi e parcheggio per i mezzi pesanti; in seguito saranno ristrutturati anche gli edifici che non sono stati demoliti. Il progetto di riorganizzazione territoriale risale al 2001 quando Provincia e governo sottoscrissero un piano di riunificazione delle molte strutture militari, operative e logistiche, presenti in città. La prima soluzione era quella della cittadella militare a Trento Sud in località San Vincenzo in seguito accantonata per le accese proteste. La seconda soluzione è stata quella di ridisegnare le attuali sedi militari i cui lavori sono iniziati a fine ottobre e si dovrebbero concludere nel 2026. La Damiano Chiesa era stata costruita negli anni trenta e si estendeva su una superficie di due ettari e mezzo, per l'accordo denominato “ Interventi per la razionalizzazione delle sedi e delle strutture statali e provinciali nella città di Trento” è previsto un finanziamento della Provincia pari a 60 milioni di euro. Per il primo stralcio di lavori costituiti dalla demolizione, è prevista una spesa pari a 1 milione 350mila euro che interessa l’area a sud ovest di circa 25mila metri quadrati che si trova tra la ferrovia a nord est, Via Al Desert a ovest e l’area del nuovo ospedale a sud. Gli edifici in corso di demolizione sono stati costruiti in calcestruzzo, mattoni, mentre le coperture presentano avvolti in laterizio e cordoli in calcestruzzo. Nello specifico l’officina meccanica presenta un volume di 13mila e 200 metri cubi, il deposito di mezzi pesanti 18mila e 800, i magazzini 9mila 430 e l’ex mensa poco più di 6 mila. Lo spazio più piccolo è l’ex ingresso che occupava 320 metri. Oltre allo smaltimento differenziato degli inerti, i lavori prevedono anche la demolizione e la bonifica del’ex deposito di carburanti composto da 6 cisterne che contengono ancora gasolio; nonché lo specifico smaltimento di materiale pericoloso compreso l’amianto e la rimozione di tutti i sottoservizi. E’ esclusa dagli interventi di demolizione la cabina di trasformazione che non serviva la sola area militare, ma tutta la zona circostante ed i muri di recinzione. In prospettiva si tratta di un importante intervento di riqualificazione che a lavori ultimati, cambierà del tutto il volto della città, in considerazione anche dei numerosi spazi che si renderanno disponibili per diversi utilizzi. D.P.

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