Ai Fiori, il tunnel spinto sotto i binari

Ruspe al lavoro per le delicate operazioni di posizionamento del nuovo sottopasso dell’attesa bretella stradale


di Nicola Filippi


ROVERETO. Una batteria di venti martinetti (dieci per lato) sta spingendo a ritmo di pochi metri al giorno un enorme sottopasso in cemento armato sotto i binari della ferrovia, in località “La Bortola”. Sotto quel monolite (questo il termine tecnico) saranno ospitate le due corsie della nuova bretella “Ai Fiori”, opera viaria progettata dai tecnici del Servizio Opere stradale della Provincia (coordinato dall’ingegner Luciano Martorano). Una corsia correrà verso la rotatoria della caserma dei vigili del fuoco, l’altra invece spunterà davanti alla rotatoria di via Industria, davanti alla sede della Metalsistem. I lavori per spingere il sottopasso sotto la ferrovia hanno preso avvio lunedì mattina e «procedono benissimo», senza incontrare particolari problemi. Entro il fine settimana, grazie anche alle buone condizioni climatiche e alla consistenza del terreno nella massicciata, il monolite sarà al suo posto. Senza sosta, operai della ditta Consta spa di Padova e operatori della ditta di scavi Campostrini di Avio si muovono all’interno del cantiere. Assieme al direttore dei lavori, l’ingegner Alessio Bertò, siamo stati accompagnati all’interno del cantiere, per seguire da vicino le delicate operazioni di spinta del monolite.

Ponte Verona, addio. Da via Zigherane scendiamo lungo la nuova bretella fino alle macchine operatrici della ditta Campostrini che lavorano sotto l’enorme sottopasso (ben 18 metri di larghezza, con una luce di 16 metri), costruito durante l’autunno, appoggiato alla massicciata della ferrovia. Sotto i binari, lo aspetta un “Ponte Verona”, «una struttura provvisoria per garantire la circolazione dei treni sulla linea del Brennero», spiega l’ingegner Alessio Bertò. Nel punto dei lavori, i treni devono rallentare la velocità a 80 chilometri/orari.

Il monolite scorre. Mentre la ruspa toglie terreno dalla massicciata della ferrovia, i martinetti spingono sotto il “Ponte Verona” il muro-zoccolo del nuovo manufatto della bretella “Ai Fiori”. Un’opera di ingegneria molto delicata, già provata in località “la Favorita”. «Il monolite pesa 1800 tonnellate e deve infilarsi sotto il “Ponte Verona” con grande precisione, senza inficiare la configurazione dei binari», spiega ancora Bertò. «E’ importante mantenere l’andamento rettilineo e la quota dei binari, senza provocare cedimenti della massicciata». Il terreno, composto da ghiaia e sabbia, da questo punto di vista, agevola i lavori della spinta: «Spesso la difficoltà è mantenere la quota esatta del monolite». Ma finora, i lavori - come ci hanno mostrato anche ieri i tecnici provinciali - «procedono benissimo».

Palancole, addio. Durante la fase di spinta, gli operai delle due ditte lavorano anche con la fiamma ossidrica per tagliare le palancole in acciaio costruite nel muro-zoccolo sotto il monolite. Ma è una questione di pochi minuti, poi le ruspe continuano a scavare terreno sotto il “Ponte Verona”. Ieri pomeriggio, il nuovo monolite era ampiamente sotto i binari della ferrovia. «Per il fine settimana toglieremo tutti i sostegni per i binari», confermava ieri l’ingegner Bertò. Dopodiché le ruspe potranno costruire i due bracci della nuova bretella.

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