Addio «val», meglio bus o ferrovia
Metró troppo costoso, Provincia e Comune rivalutano la Trento-Malé
TRENTO. Addio alla «val», il metró di superficie che doveva attraversare la città da nord a sud in 10 minuti. Troppo costosa: si dovrà fare con meno. Cosa? I bus a guida ottica piacciono alla Provincia, pronta a sperimentare quelli dismessi a Bologna. Meno al Comune, che dovrebbe realizzare corsie dedicate. E spunta un'altra ipotesi: sfruttare il tracciato della Trento Malé, prolungandolo verso sud.
Il metró di superficie era uno dei punti forti del programma elettorale del sindaco di Trento: «Tempi medio brevi, in 3-4 anni avremo un collegamento veloce da nord a sud», annunciava Alessandro Andreatta nell'aprile 2009, in piena campagna elettorale. Si sa, le campagne elettorali sono zeppe di promesse che poi svaniscono. Ma lo studio di fattibilità della «val» era anche stato promesso a più riprese - da Andreatta e dall'assessore provinciale ai trasporti Alberto Pacher - entro il 2009.
Siamo a fine 2011 ma di quello studio non c'è traccia. Nel mezzo c'è stata la crisi economica mondiale che ha costretto tutti, Trentino incluso, a fare i conti con meno risorse.Tanto che oggi, in tempi di tagli ai bilanci, Provincia e Comune sono costretti a ridurre il servizio di trasporto pubblico. «Non c'è ancora nulla di deciso - mette le mani avanti il sindaco - ma i costi sono aumentati e con minori trasferimenti dalla Provincia può darsi che si vada ad una leggera contrazione del servizio».
Ma se i bilanci impongono di tagliare le corse, che ne sarà del faraonico progetto del metró? «Occorre distinguere - spiega il sindaco - nel caso degli autobus stiamo parlando di spesa corrente. Per quanto riguarda la metropolitana si tratta di investimenti. Certo in un momento come questo tutto è in discussione, ma ho fiducia che il collegamento di Trento rimanga una delle priorità della Provincia». Andreatta sogna ancora di essere «il sindaco del metró», come dichiarò in un'intervista a fine 2010.La realtà però è ben diversa.
L'obiettivo di realizzare un sistema veloce di attraversamento della città rimane, ma lo scenario è cambiato. La difficile situazione economica ha rallentato le cose, ma è soprattutto il dibattito sul piano della mobilità in Comune ad aver rimesso in discussione l'opzione della «val» (che ne era il cardine). Tanti i dubbi sui costi considerati eccessivi (si è parlato di un miliardo di euro) e sull'impatto della nuova infrastruttura su cui sarebbero dovuti correre i convogli leggeri senza autista. Dubbi dalle circoscrizioni, e dubbi nella stessa maggioranza. «Si era partiti molto convinti su quella soluzione - ricorda l'assessore alla mobilità Michelangelo Marchesi - poi si è deciso di lavorare all'interno dei vincoli posti dal piano. Puntiamo a raggiungere lo stesso obiettivo a minori costi».
Il tavolo di lavoro a tre (Provincia-Comune-Trentino Trasporti infrastrutture) si è insediato soltanto quest'estate, con l'obiettivo di arrivare a una conclusione nell'arco di sei mesi. Sul tavolo diverse opzioni e tecnologie. Ci sono gli autobus a guida ottica, sperimentati (e dismessi due anni fa) a Bologna. Mezzi che mantengono la traiettoria costante grazie ad un sensore ottico e che riescono ad avvicinarsi alle fermate a raso: hanno il vantaggio di non richiedere grandi interventi infrastrutturali (dunque minori costi), tanto che la Provincia (che ha già avuto contatti con il Comune di Bologna, pronto a venderli a prezzo scontato) vorrebbe sperimentarli in via Brennero. Ma c'è bisogno appunto di una corsia dedicata su strada, elemento questo che preoccupa il Comune, che a sud di piazza Dante dovrebbe togliere corsie alle auto.
Un'altra soluzione, inizialmente accantonata ma oggi rivalutata, è sfruttare il tracciato esistente della ferrovia Trento-Malé, ipotizzando di avvicinarlo in qualche caso ai poli di interesse e di svilupparlo verso sud. «Potrebbe essere praticabile con minori costi - osserva Marchesi - serve realismo, il confronto dovrà tenere conto dei costi di realizzazione ma anche di gestione, visto che nei prossimi anni le risorse caleranno ancora. Meglio se riusciamo a raggiungere risultati significativi con cifre minori». Ma l'assessore non si nasconde un altro possibile esito: «Si potrà concludere che costa troppo». Sarebbe l'addio al sogno del metró.