Marini (M5S) vive in un appartamento Itea 

«Pago l’affitto a canone concordato»

Rovereto. Alex Marini, consigliere provinciale del M5S, vive in un appartamento Itea a San Giorgio. Ma in piena trasparenza, spiega lui stesso, «si tratta di un appartamento a canone concordato, in...

Rovereto. Alex Marini, consigliere provinciale del M5S, vive in un appartamento Itea a San Giorgio. Ma in piena trasparenza, spiega lui stesso, «si tratta di un appartamento a canone concordato, in cui siamo entrati, io e mia moglie, attraverso un bando che scadeva a fine agosto del 2015, cioè oltre tre anni prima che entrassi in consiglio provinciale. Il canone concordato prevede un reddito minimo (24.600 euro di imponibile per una famiglia di 4 persone, ndr.) e gli appartamenti, come recita il bando stesso, non sono destinati all’edilizia residenziale pubblica. I requisiti reddituali hanno la funzione di provare la solvibilità dell’affittuario, perché il canone non è “moderato”, ma fisso e a prezzi pressoché di mercato. Nello specifico, si parla di poco più di 80 metri quadri, per un affitto mensile di 577 euro, più spese condominiali, per un totale di circa 650 euro. L’affitto viene aggiornato ogni anno, e in tre anni è salito a 570 euro mensili. Per entrare, bisogna versare una cauzione di tre mesi. Tra l’altro, come tutti gli appartamenti a canone concordato, anche nel settore privato, l’affitto non è deducibile dalla dichiarazione dei redditi, quindi siamo svantaggiati rispetto a un normale affitto. Oltretutto, qualora il reddito per qualche ragione cali, l’affitto non viene rimodulato, ma si mantiene costante. Dato che mia moglie svolge lavori precari, in famiglia possiamo contare sul mio stipendio di consigliere provinciale, che si aggira sui 5 mila euro, dei quali restituisco ogni mese circa 2 mila euro che confluiscono in un fondo creato da me e da Filippo Degasperi, con cui vogliamo finanziare in progetto di approfondimento ecologico nelle scuole. Ho già restituito 8.977,78 euro e con le restituzioni settembre dovrei superare la soglia dei 10 mila. Peraltro, pago di tasca mia i contributi Inps volontari. Non mi sento un privilegiato, né di dovermi vergognare» commenta Marini. Tutto legittimo e trasparente, dunque, malgrado qualcuno punti il dito su presunti privilegi.