l’evento

A Riva del Garda protagonisti “I Giusti della montagna”

La professoressa Maria Luisa Crosina domani tiene una conferenza nella sede della Sat di via Fiume 54 su Ettore Castiglioni, Adamello Collini e Odoardo Focherini



RIVA DEL GARDA.  La Giornata dei Giusti dell’umanità, istituita nel 2017, è dedicata “a mantenere viva e rinnovare la memoria di quanti, in ogni tempo e in ogni luogo, hanno fatto del bene salvando vite umane, si sono battuti in favore dei diritti umani durante i genocidi e hanno difeso la dignità della persona rifiutando di piegarsi ai totalitarismi e alle discriminazioni tra esseri umani”. In occasione della ricorrenza, a Riva del Garda, la professoressa Maria Luisa Crosina domani, lunedì 6 marzo, tiene una conferenza alle 21, nella sede della Sat di via Fiume 54, il cui obiettivo è far conoscere tre “Giusti della montagna”: Ettore Castiglioni, Adamello Collini e Odoardo Focherini. Tre esponenti della Sat che si sono spesi in maniera totale per aiutare ebrei, perseguitati politici, dissidenti e militari che dovevano scappare o allontanarsi dal regime, sfruttando la via delle vette.

Ettore Castiglioni (Ruffré, 1908 – Valmalenco, 1944), uno degli alpinisti più importanti del Novecento, dopo l’8 settembre si attivò per salvare tantissimi fuoriusciti, in Valpelline al confine con la Svizzera. Ma alla fine venne scoperto e incarcerato, accusato e poi rilasciato. Ma proseguì nella sua attività e nel nel marzo del ‘44 venne catturato e nuovamente incarcerato, in Svizzera. Denudato per impedirgli la fuga, riuscì a fuggire ma l’abbigliamento inadatto lo portò alla morte per assideramento mentre scendeva dal passo del Forno.

Adamello Collini (Pinzolo, 1890 – lager di Mathausen, 1945), guida alpina di Pinzolo, costruì il rifugio Bedole in val di Genova, oggi a lui intitolato. Aiutò più persone che potè, accompagnando partigiani, soldati alleati e profughi al passo del Tonale, da dove potevano mettersi in salvo. Quando fu catturato e interrogato, affermò che al di sopra di qualsiasi codice vi è una legge che invece di proibire obbliga ad accogliere: la legge di Dio. Deportato, morì nel campo di Melk nel lager di Mauthausen.

Odoardo Focherini (Carpi, 1907 – Hersbruck, 1944), figlio di genitori trentini emigrati in pianura, fu un dirigente d’azienda, intellettuale, medaglia d’oro al merito civile. Svolse la sua azione in Emilia dove, all’emanazione delle leggi razziali, si adoperò per ottenere carte d’identità in bianco così da permettere ai fuggitivi di entrare in Svizzera, mettendo insieme una vera e propria organizzazione clandestina per salvare gli ebrei. Il 12 marzo 1944 venne incarcerato; morì in carcere a causa di una setticemia non curata. C.L.













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