In tv il dizionario noneso-ladino 

Caterina Dominici ne parla stasera a Canale Italia in un dibattito sulle minoranze

CLES. Il dizionario noneso ladino di recente pubblicazione fa discutere in Veneto. Certo non se lo aspettavano i promotori dello stesso: il presidente dell'Accademia della Lingua Nonesa Ladina Candido Marches e la coordinatrice dell'associazione nonesa ladina Rezia Caterina Dominici. Sarà proprio quest'ultima a rappresentare la minoranza ladino-nonesa e a parlare del dizionario ladino-noneso in una trasmissione della rete tv “Canale Italia” sul canale 53, che irradia da Padova in molte regioni del Nord. L'invito è giunto dal direttore della testata giornalistica Vito Monaco. Il programma, che andrà in onda stasera alle 21, è un dibattito legato proprio al tema delle minoranze linguistiche e prevede ospiti in studio e collegamenti in diretta.

Il fascino che suscita il dizionario è da ricondurre allo scopo del progetto nato in seno a Rezia e all’Accademia della lingua nonesa ladina, ossia non perdere le radici di una parlata neolatina, la cultura e l’identità di un’intera valle. Molti i poeti nonesi ladini che hanno contribuito alla realizzazione dello stesso, oltre a linguisti tra cui il glottologo di Oxford David Wilkinson, marito della Dominici. Ma il ladino-noneso è una parlata o un dialetto? A questo quesito risponde lo stesso linguista: «Una parlata non è più dialetto quando contiene una coerente morfologia, sintassi e lessico che si scostano sia dalla lingua nazionale, sia dalle parlate o dialetti vicini e questo è il caso del noneso-ladino». Sono stati raccolti tanti termini e tante parole ormai in disuso o abbandonati nel corso delle generazioni: espressioni, locuzioni, verbi e sostantivi di grande potenza semantica, di notevole impatto e di suoni singolari, anche per la loro derivazione dalla lingua latina, parlata (come dimostra la Tavola Clesiana che assegna agli Anauni la cittadinanza romana) in tutte la valle già nel 46 dopo Cristo.