Il personaggio

«I miei 16 mila chilometri l’anno sono la ricetta della giovinezza» 

Reinhold Prünster, 75 anni, è uno dei soci storici dell’Athletic Club è reduce dal Tour d’Ortles, percorso in sedici ore di pedalata. «Ho iniziato grazie a Concin. Ora esco in bici 4 volte la settimana»


Ezio Danieli


MERANO. È arrivato dopo 16 ore in bicicletta e si è trovato all’arrivo la splendida torta con la quale i colleghi dell’Athletic Club di Merano hanno voluto festeggiare la sua decima partecipazione al Tour dell’Ortles. «È stata per me una grandissima sorpresa. Non me l’aspettavo proprio. L’Athletic Club è una grande famiglia di cui mi onoro di fare parte». Chi parla è Reinhold Prünster, quasi 75 anni, un vero e proprio esempio di dedizione al pedale. Ma anche uno sportivo di razza.

Quando è iniziata la sua attività agonistica?

Prima nel Passirio calcio, dove però mi sono rotto varie volte la tibia. Poi sono passato all’hockey su ghiaccio: ho giocato in tutte le categorie, compresa la serie A con il Merano. Non avevo grande tecnica come mio fratello. Ma ero un ostinato, dote che ho confermato nel tennis prima e ora nel ciclismo.

A pedalare quando ha cominciato?

Nel 1993, grazie all’amicizia con Giancarlo Concin. Con lui ho fatto varie escursioni e anche le prime gare. Da allora non ho più smesso. Dalle gare sociali alle gran fondo, alle prove in linea, una volta ho fatto una pedalata fino a Ferrara per oltre trecento chilometri. Poi il Tour dell’Ortles, che quest’anno ho corso per la decima e ultima volta.

Quanto si allena e quanti chilometri fa all’anno?

Prima, quando lavoravo, una media di 6-7 mila ogni 12 mesi. Adesso che sono libero da impegni professionali arrivo a 16 mila. D’inverno resto a casa e sfrutto l’opportunità dei rulli che servono per “fare la gamba”.

È calato di peso?

Ero arrivato a pesare anche 83 chili. Ora ne peso 73 e sto benone, grazie a Dio e grazie ai continui allenamenti che faccio in compagnia degli altri iscritti all’Athletic Club. Esco in bici quattro volte alla settimana, suscitando le proteste di mia moglie.

Reinhold è sposato con Adriana Galvan, da cui ha avuto due figli, Thomas e Sabine, che vivono nella stessa casa in via San Francesco.

Vogliamo parlare del Tour dell’Ortles?

Prevede la scalata di Stelvio, Gavia, Tonale e Palade. Il percorso è di 250 chilometri con un dislivello totale di oltre 5.600 metri. Richiede forza, resistenza, motivazione e capacità di gestire le proprie energie. È una delle randonnée più difficili del calendario, ma è in grado di garantire ai partecipanti grandi emozioni e panorami impagabili a contatto con i colossi ghiacciati dell’Ortles-Cevedale. L’ho fatto dieci volte e quest’anno ho impiegato 14 ore e 20 minuti, escluse le soste che sono necessarie. Nell’edizione del 1997, ero arrivato in poco più di 13 ore. Ho anche percorso tratti sotto la pioggia.

Davvero è stata questa 2021 l’ultima sua partecipazione?

Devo rassegnarmi all’età. Quest’anno ne compio 75, di anni, e gli acciacchi iniziano a farsi sentire.

Ma vista la grinta e la passione di Reini, sono in tanti a essere convinti che il prossimo anno sarà ancora al via. Lui è proprio inossidabile.













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