il caso

Funivia Trento-Bondone: una petizione chiede un tracciato diverso

Presentate le firme per la salvaguardia dell'attuale stazione e del belvedere di Sardagna: no a una nuova struttura decentrata che consumerebbe altro suolo agricolo
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In pochi giorni hanno raccolto centinaia di firme per chiedere agli enti pubblici competenti (Comune e Provincia) di modificare il tracciato previsto per la futura funivia Trento-monte Bondone.

L'iniziativa è partita a Sardagna dal comitato "Salviamo il Belvedere", che ha già consegnato oltre trecento firme, raccolte in pochi giorni tra i residenti del sobborgo, alle istituzioni, cioè al sindaco Franco Ianeselli, al numero uno di piazza Dante Maurizio Fugatti e al presidente della circoscrizione Gianluigi Tonidandel).

L'obiettivo principale è conservare anche con il nuovo impianto la stazione attuale a Sardagna e il connesso punto panoramico su Trento e valle dell'Adige, evitando che, come previsto, se ne edifichi un altro consumando prezioso suolo agricolo in un'area decentrata e non panoramica del paese, fra il cimitero e l'ex cava Italcementi.

Qui, secondo il progetto contestato dalla petizione, dovrebbe sorgere anche un pilone il cui impatto paesaggistico è appunto oggetto della richiesta di revisione. «Bisogna tutelare l'antica chiesa del cimitero, gioiello architettonico medievale che verrebbe deturpata da un pilone della nuova funivia», scrive il comitato. In generale, si chiede di preservare il caratteristico paesaggio rurale.

Si tratta, insomma, di una richiesta che mira ad attenuare l'impatto ambientale dell'opera e a migliorarne quello trasportistico.

Fra le altre proposte del comitato, anche l'inserimento di una stazione intermedia della funivia a servizio dell'abitato di Candriai: «Su questo punto anche la comunità di Sopramonte è particolarmente sensibile», osservano i promotori.

Il comitato ricorda, fra l'altro che «il numero di firme raccolte rappresenta più del 50% dei votanti alle recenti elezioni comunali».

A proposito del belvedere, infine, si esprime una preoccupazione ulteriore, cioè l'incertezza sul reale proseguimento dell'impianto verso il Bondone: «In mancanza di progetti certi, c'è il pericolo concreto che l'opera rischi di rimanere incompiuta, per i più vari motivi: tecnici, idrogeolopreservare il caratteristico paesaggio rurale.gici, finanziari o di altra natura.

In tal caso si sarebbe sprecato l'approdo del primo tronco nel punto panoramico più spettacolare di Trento, già oggi meta di numerosissimi turisti, e si sarebbero compromessi per sempre l'ambiente e il paesaggio».













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