Folgaria, Mauro Corona sulla vecchiaia: «Fondamentale tenere allenata la mente»
Il noto alpinista e scrittore di Erto testimonial di un'iniziativa rivolta al benessere degli ospiti delle rsa sugli Altipiani Cimbri e allo sviluppo di politiche sull'Alzheimer. «Bisogna essere sempre curiosi e chiedersi il perché delle cose»
DOCUMENTARIO «Un uomo di ombre e luci, generoso e sensibile»
C'è anche il noto alpinista e scrittore Mauro Corona fra coloro che contribuiscono a una iniziativa rivolta al benessere degli ospiti delle rsa sugli Altipiani Cimbri e allo sviluppo di politiche di prevenzione e cura della malattia di Alzheimer.
L'artista e scalatore di Erto ha incontrato al Golf Club anche il sindaco di Folgaria, Michael Rech, e il presidente della Magnifica Comunità, Isacco Corradi, proprio per ragionare sull'iniziativa mediante la quale, tra momenti di sport (nello specifico il golf) e di formazione, si intende costruire relazioni e benessere nelle residenze per anziani. mantenersi attivi è una chiave, infatti, su vari fronti sanitari.
«È stato un incontro estremamente positivo al quale hanno partecipato gestori di case di riposo, che hanno invitato Mauro Corona come testimonial per sancire come la vecchiaia attiva e dinamica può aiutare a superare ostacoli posti dall'età», ha detto Corradi al quotidiano l'Adige.
Corona è riuscito ad infondere fiducia agli anziani, spiegando che la mente va tenuta allenata, che è fondamentale essere sempre curiosi.
In questo contesto, si è svolto anche un convegno per operatori sull'importanza dele iniziative nelle rsa a supporto del contrasto dell'Alzheimer. C'è stata, fra le varie iniziative proposte, anche la proiezione del cortometraggio "Ti ho incontrata domani" di Marco Toscani.
Lo stesso Mauro Corona è il protagonista di un documentario uscito la primavera scorsa: "La mia vita finché capita", diretto da Niccolò Maria Pagani (qui intervistato da Fabio De Santi).
Il regista ha seguito lo scrittore, scultore e alpinista friulano per sette mesi, tra riprese e montaggio, nel villaggio di Erto Vecchia, nella valle del Vajont, cuore pulsante della storia e luogo caro all'artista. Un ritratto inedito e sorprendente che vede Mauro ricordare e raccontare il suo mondo, la sua vita, partendo da un'infanzia difficile, per arrivare alla maturità e al suo presente.
Lontano dal personaggio di commentatore sarcastico a cui il pubblico è abituato, il film scopre un uomo autentico e sfaccettato che ha fatto sua l'arte della scultura, dell'arrampicata ed anche della scrittura.
Il racconto della vita di Corona avviene attraverso diverse modalità, a partire dal discorso diretto del protagonista che, mentre compie i suoi gesti quotidiani si mette a nudo davanti alla camera in un flusso di ricordi che dall'infanzia ci porta fino ai giorni nostri.
Non solo un monologo: Mauro Corona - La mia vita finché capita è costellato di conversazioni con alcuni dei suoi amici storici, tra cui lo scrittore Erri de Luca e i cantanti Davide Van De Sfroos e Piero Pelù, a volte di fronte a una bottiglia di vino e al crepitio di un falò, altre a spasso per le sue montagne.
Le loro conversazioni semi-serie sono intercalate da alcuni dei passi più belli dei suoi libri - in particolare da "Le altalene" (Mondadori, 2023) - attraverso un voice over che fa da fil rouge con la magistrale interpretazione di Giancarlo Giannini.
I brani di apertura e chiusura di Mauro Corona - La mia vita finché capita sono firmati da Omar Pedrini, ex frontman dei Timoria, in collaborazione con il regista.
La montagna è l'altra grande protagonista del film che vive nel trascorrere delle stagioni, nella luce e nella fotografia che esaltano scenari cari a Corona, che racconta la sua vita strettamente legata al territorio e alla tragedia del Vajont.