Crollo del ghiacciaio in Nepal: dettagli nelle immagini satellitari Esa
Intanto si aggrava il bilanzio: almeno 939 persone sono morte nell'inondazione e 3.925 risultano disperse, secondo l'aggiornamento più recente
Almeno 939 persone sono morte nell'inondazione in Nepal, mentre 3.925 risultano al momento disperse: lo afferma l'autorità nazionale per la gestione delle situazioni di emergenza, ripresa dalla Cnn.
Il precedente bilancio era di 903 morti e 4.247 dispersi.
Intanto, nuove immagini satellitari mostrano le conseguenze dello smottamento del ghiacciaio al confine tra Nepal e Cina e la valanga di fango e detriti generata dalla conseguente alluvione lampo lo scorso 26 agosto.
Le pubblica l'Agenzia spaziale europea (Esa) sul suo sito e le riportiamo qui sopra.
La prima coppia di immagini è stata prodotta dal satellite Sentinel-2 di Copernicus, il programma di osservazione della Terra gestito dall'Esa e dalla Commissione Ue.
Un'immagine è stata ripresa il 12 agosto, prima dell'alluvione, mentre l'altra risale al 27 agosto.
Entrambe sono a colori naturali e dal confronto emerge chiaramente il drammatico aumento del livello dell'acqua del fiume Trishuli.
La seconda coppia di immagini è stata elaborata utilizzando i canali infrarossi a onde corte dei satelliti, che aiutano a distinguere l'acqua e il ghiaccio dalle nuvole che spesso ricoprono questa regione montuosa dell'Asia.
La prima immagine è stata catturata da Sentinel-2 il 24 agosto, mentre la seconda è stata ripresa dalla missione statunitense Landsat-9 il 26 agosto, circa due ore dopo il crollo del ghiacciaio.
Anche in questo caso risulta evidente la colata di fango e detriti che si è riversata per quasi 100 chilometri a valle.
"Sebbene le immagini satellitari siano indispensabili nell'immediatezza di una catastrofe, il loro valore va ben oltre la fase iniziale dell'emergenza", spiega l'Esa.
"Nelle settimane, nei mesi e persino negli anni successivi, i dati satellitari possono fornire un quadro dettagliato dei danni, aiutare le autorità a valutare quali strade, ponti ed edifici sono stati colpiti e sostenere gli interventi per ripristinare i servizi essenziali e ricostruire le comunità.
Offrendo una visione coerente del territorio prima e dopo una catastrofe, le immagini satellitari possono inoltre aiutare i responsabili della pianificazione a monitorare il processo di ripresa, individuare le aree che restano a rischio e prendere decisioni più consapevoli su dove e come ricostruire", prosegue l'Agenzia.
Foto credits: Agenzia spaziale europea (Esa), licenza ESA Standard Licence