Via Cerere, schianto con “giallo” 

Il caso ad Arco. Un uomo di 53 anni è ricoverato in rianimazione al Santa Chiara dopo aver perso il controllo del proprio Suv, andando a sbattere prima contro le auto in sosta e poi contro una cancellata. Il sangue nel suo appartamento aveva allarmato polizia locale e carabinieri


Nicola Filippi


Arco. mezzogiorno di paura e tensione ieri in via venezia e via cerere. un uomo, di 53 anni, residente in zona, per cause al vaglio della polizia locale e dei carabinieri della compagnia di riva, dopo essersi tagliato con una bottiglia rotta all’interno del proprio appartamento, è salito a bordo della propria vettura, ancora sanguinante, e ha inanellato una serie di tamponamenti su alcune vetture in sosta, finché ha terminato la propria corsa, a folle velocità, contro una cancellata (tanto da provocare un principio d’incendio). l’uomo ha riportato ferite gravissime, un poli-traumatismo importante, tanto che i medici del pronto soccorso di arco, dopo averlo stabilizzato, ne hanno disposto il trasferimento in elicottero al reparto di rianimazione del santa chiara di trento.

Lo schianto in via Cerere.

L’allarme alla centrale operativa del 112 arriva verso le 11,10. In via Cerere, un fuoristrada scuro, si era schiantato contro una cancellata ed era finito di traverso sulla strada. In pochi minuti arrivano sul posto l’ambulanza di Trentino emergenza, le squadre dei vigili del fuoco di Arco (coordinate dal vice comandante Claudio Zanoni) e una pattuglia della polizia locale. L’uomo è semi-incosciente per le gravi ferite. I soccorritori si allarmano quando vedono il sangue sui vestiti dell’uomo. Troppo per le ferite riportate nell’incidente. Inoltre, prima dello schianto finale, l’uomo aveva ammaccato un muretto e un paio di vetture in sosta. Il quadro non convince gli inquirenti.

Il sopralluogo.

Gli agenti della polizia locale allora percorrono il tragitto dell’auto al contrario. Arrivano al garage dell’abitazione dell’uomo. E trovano la prima auto “battuta”. Poi entrano nell’androne del palazzo. La porta d’ingresso dell’appartamento è aperta. All’interno, macchie di sangue. «Dappertutto». Scatta l’allarme. Si teme per la vita di altre persone. Entrano in azione i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Riva. In pochi minuti sono ancora le sirene a squarciare l’aria di Arco.

Il nucleo operativo al lavoro.

I carabinieri sigillano l’appartamento, dopo aver avvisato il pubblico ministero Raffaele Incardona e l’avvocato di turno. I vigili del fuoco bloccano gli ingressi con la fettuccia bianco-rossa. Cala il silenzio all’esterno, mentre inizia il lavoro meticoloso di raccolta degli indizi dei carabinieri. Dai balconi delle case, i vicini seguono i movimenti degli investigatori. Qualcuno racconta che l’uomo era «taciturno, solitario, sulle sue». Viene cercata la sua ex compagna, che risponde al telefono. La comparazione fra il sangue del ferito e quello ritrovato in casa riporta la vicenda nel suo alveo naturale. Si tratta di un incidente domestico, forse per un accesso d’ira, e una serie di incidenti stradali. Il fascicolo dell’inchiesta quindi torna alla polizia locale, che dovrà procedere per incidente stradale.

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