«Il contesto è cambiato: senza futuro il turismo che non programma»
Anche la giornalista Cristina Nadotti fra gli ospiti in val di Sole, all'evento conclusivo del progetto "Doiman": da un lato attività nella natura per famiglie, dall'altro il dibattito con esperti e operatori guardando al presente e al domani delle attività economiche nelle comunità di montagna cui serve un nuovo patto con i visitatori
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Una caccia al tesoro tra i boschi, un aperitivo in rifugio e un pomeriggio di confronto sul futuro del turismo alpino. Così si è concluso domenica, al Pejo Kinderland, il progetto Doiman promosso dall’ApT Val di Sole: un’intera giornata che ha portato a 2.000 metri di quota famiglie, bambini e comunità locali, intrecciando divertimento, socialità e consapevolezza sull’ambiente.
Confronti sul presente e sul futuro del turismo in montagna, cura delt erritorio, rapporto fra comunità alpine e ospiti. Questione ecologica, con i cambiamenti climatici, e altre mutazioni delle quali tener conto programmando il domani di queste attività economiche. Se n'è parlato nel dibattito conclusivo del progetto "Doiman", promosso a Peio dall'Apt Val di Sole: in questo video, nell'ordine, la giornalista Cristina Nadotti, Yuri Basilicò di Va’ Sentiero, e Fabio Sacco, direttore dell’ApT Val di Sole
Futuro del turismo alpino: il confronto sul palco di Pejo Kinderland
La mattinata è stata dedicata al gioco: squadre di piccoli esploratori – 120 gli iscritti – hanno seguito indizi e prove creative, scoprendo i cinque verbi chiave del Manifesto Doiman (rallenta, scegli, conosci, abbraccia, rispetta), pensati per tradurre in gesti quotidiani un nuovo approccio alla montagna. Poi, al rifugio Scoiattolo, spazio alla convivialità con un aperitivo condiviso davanti ai panorami dolomitici.
Il pomeriggio si è invece aperto alla riflessione. La giornalista Cristina Nadotti (nella foto qui sotto), autrice del libro Il turismo che non paga (edizioni Ambiente), ha avvertito: «Il turismo che non programma e non si accorge che il contesto è cambiato è destinato a non durare. È mutato il clima, è cambiato il modo di accedere a certi luoghi. Il cambiamento climatico impone innovazioni anche in montagna: alcune località non potranno più contare sul turismo sciistico nazionale così com’è configurato adesso».
Nadotti ha sottolineato anche l’importanza del rapporto tra visitatori e comunità locali: “Serve un nuovo patto che tenga conto della realtà attuale. Il turismo deve innovare ed essere creativo, sviluppando un’industria capace di durare nel tempo e sostenibile non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale, sociale e culturale» (nel video qui allegato, un approfondimento sul tema).
Il libro Il turismo che non paga è una nuova inchiesta per la collana VerdeNero di edizioni Ambiente e punta a riflettere su quali sono gli impatti sociali e ambientali di un settore che per sua natura agisce profondamente nel territorio sul quale insiste.
«Un turismo a impatto zero - si legge nella rpesentazione editoriale - non esiste, e un mondo senza turismo non è né possibile né auspicabile, ma l’industria dei viaggi e delle vacanze ha bisogno di cambiare rapidamente, innanzitutto per il suo stesso bene. Cristina Nadotti ci fornisce una preziosa cassetta degli attrezzi per affrontare la questione».
È intervenuto anche Yuri Basilicò (foto sotto), fondatore di Va’ Sentiero, che ha portato l’esperienza dei lunghi cammini italiani: «Questo progetto è nato per promuovere i grandi sentieri di montagna attraverso la documentazione del territorio, il racconto e lo storytelling, ma soprattutto grazie all’inclusione e alla partecipazione delle persone e delle realtà locali.
Il turismo lento favorisce il coinvolgimento delle comunità ospitanti. Chi visita un luogo dovrebbe tornare a casa non con una cartolina, ma con un pensiero più profondo. La lentezza apre spazi di relazione autentica e alimenta il desiderio delle comunità di essere parte attiva».
Per la cronaca, Va' Sentiero nasce da un gruppo di camminatori che dopo aver percorso migliaia di chilometri dal 2016 al 2022, ha deciso di fare anche qualcosa d'altro: «Portiamo avanti Va' Sentiero - scrive il team - per valorizzare nuovi sentieri (Cammino Naturale dei Parchi, Parco dell'Orsiera, Sentiero della Pace, Sentiero del Viandante, Via del Giovane, Walk of Peace...) e nuovi territori (dal Lazio al Trentino Alto Adige, dal Piemonte...all'Asia Centrale), col format collaudato: Walk, Discover, Share.
Abbiamo sempre puntato sullo sviluppo di una community che non fosse solo digitale ma anche, soprattutto, reale: per questo valorizziamo le esperienze di cammino aperte al pubblico, per esplorare e scoprire insieme le Terre Alte, e diventarne portavoce.
Al contempo ci piace collaborare con una varietà di stakeholders: dagli enti pubblici locali e nazionali, ai privati e le aziende. Il progetto Va' Sentiero è dedicato a Walter Bonatti».
A tirare le fila della giornata è stato Fabio Sacco (foto sotto), direttore dell’ApT Val di Sole: «Con il progetto Doiman è emersa l’idea di un territorio che guarda al futuro con ottimismo e con la consapevolezza che serve un turismo buono, sostenibile per chi vive qui tutto l’anno e per gli ospiti, che consideriamo residenti temporanei.
Abbiamo voluto riflettere su dinamiche che interessano tutta l’Italia e non solo la nostra valle, e su come il turismo possa contribuire a rendere i luoghi migliori, tanto per chi ci abita quanto per chi li visita».
Grazie alla collaborazione con Pejo Funivie, gli impianti di risalita sono stati messi a disposizione gratuitamente, permettendo a tutti di partecipare e rendendo la giornata ancora più accessibile e inclusiva. C. L.