Pagine storiche: la conquista del mitico Cevedale 160 anni fa
La cima principale fu raggiunta per la prima volta il 7 settembre 1865 dall'ufficiale boemo Julius Payer, dopo le imprese su Ortles e Gran Zebrù, con Johann Pinggera e Veit Reinstadler, entrambi guide locali. La vetta con i suoi 3.769 metri è il punto più alto del territorio trentino, benché sul confine con l’Alto Adige e la Lombardia
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Secondo Julius Payer, l’ufficiale boemo che firmò con lui la maggior parte delle ascensioni nel gruppo dell’Ortles-Cevedale, Johann Pinggera assomigliava fisicamente a Pipino il Breve. A differenza del re dei Franchi, però, questo contadino e boscaiolo nato a Solda nel 1837 impiegò le sue abilità e il suo coraggio nella «conquista» di una moltitudine di montagne, e non di territori.
Sono decine e decine le vette salite da Payer e Pinggera nel corso di quattro campagne alpinistiche effettuate nelle estati dal 1865 al 1868. Molte di queste per la prima volta in assoluto.
E fra le ascensioni di questo forte binomio spicca il Cevedale che, con i suoi 3.769 metri è il punto più alto del territorio trentino, benché sul confine con l’Alto Adige-Südtirol.
Prima che questo 2025 ceda il passo all’anno nuovo ricordiamo il centosessantesimo anniversario dell’ascensione alla più alta delle due punte sommitali, quella sud-orientale, collegata alla seconda «da una sottile cresta nevosa lunga 650 m e quotata 3698 nel suo punto più basso», come ha scritto Gino Buscaini nella guida al gruppo dell’Ortles Cevedale (Cai e Tci, 1984).
Su questa notevole montagna ancora ricoperta di ghiaccio culminano i crinali della trentina Val di Peio, della lombarda Valfurva e della Martelltal, la Val Martello sudtirolese.
Chi vi è salito ricorderà l’ampiezza del panorama e la bellezza dell’ambiente glaciale, specie sul versante nord da dove la cima viene frequentemente salita anche con gli sci.
L’ufficiale dell’esercito Austro-Ungarico e la guida di Sölden raggiunsero la vetta della cima principale il 7 settembre 1865. Payer, arrivato da Vienna il giorno prima, aveva già salito la Cima di Solda (Sulden Spitze) il 24 agosto con la guida Veit Reinstadler.
Il 28 settembre, al duo si era aggiunto Pinggera per la scalata alla Cima Vertana (Vertain Spizte). Era stato il curato di Solda, Johann Eller, a raccomandare Pinggera come guida - ha scritto Riccardo Decarli in «Alla scoperta di mondi glaciali» (volume firmato con Frank Berger nel 2015 per Alpine Studio) - e il giovane contadino non solo si confermerà come il miglior compagno possibile, ma diverrà una delle guide migliori del Tirolo.
Nei giorni seguenti, l’ufficiale boemo e Pinggera raggiunsero la Punta Beltovo (Hintere Schöntaufspizte) e scalarono l’Ortles (Ortler), la cima più alta del gruppo che era già stata salita all’inizio dell’Ottocento.
Il 6 settembre ai due si aggiunse Josef Reinstadler nella più difficile ascensione al Gran Zebrù (König Spitze) dove l’abilità della guida si rivelò provvidenziale.
Il 7 settembre, il terzetto attraversò il Passo del Cevedale puntando alla vetta omonima, la cui cima nord-orientale, la Zufall Spitze, era stata raggiunta l’anno precedente dal Edmund von Mojsisovics (tra i fondatori del Club Alpino Austriaco) e Sebastian Janiger.
Un biglietto infilato in una bottiglia fu lasciato sulla sommità, dalla quale il trio iniziò a scendere intorno a mezzogiorno. Dopo quattordici ore di marcia arrivarono in paese.
Con questa salita la stagione alpinistica di Payer si concluse, ma nel programma esplorativo del giovane tenente asburgico, molte altre vette lo attendevano.
L’anno successivo, il 1866, fu segnato dalla Terza guerra d’indipendenza e Payer in giugno prese parte alla battaglia di Custoza.
Alcuni scontri coinvolsero il territorio fra il Passo dello Stelvio e Bormio ma, siglato l’armistizio, anche sull’Ortles tornò la pace e l’ufficiale sfruttò le ultime giornate estive per fare incetta di cime insieme all’ormai fidato Pinggera.
Con oltre sessanta ascensioni nel gruppo, Julius Payer diverrà insieme all’inglese Francis Fox Tuckett (al quale intitolerà una cima) il più importante esploratore dell’Ortles-Cevedale, realizzando una accurata carta topografica. In seguito, il boemo diverrà un esploratore polare, oltre che un apprezzato pittore.
Pinggera, la forte guida di Solda, scalerà molte altre montagne legandosi alla corda di alpinisti illustri come Alfred von Pallavicini, ufficiale asburgico protagonista di una impegnativa salita di ghiaccio sul Grossglockner, la montagna oggi più alta dell’Austria, ai piedi della quale riposa.