Nives Meroi a Cavalese: «In vetta capisci quanto sei fragile»
La grande alpinista lombarda nella sala della Magnifica, intervistata dal giornalista Pierluigi Pardo, nell’incontro “Vertigini”, promosso dal pastificio Felicetti. «In cima ti rendi conto di essere una piccola parte e ridimensioni ambizioni e preoccupazioni»
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«Lassù, hai poco da crederti un conquistatore. Prima di tutto ti rendi conto di quanto sei fragile e al tempo stesso del valore che ha la nostra vita, perché non siamo fatti per vivere a quelle quote».
Così la celebre alpinista Nives Meroi, venerdì scorso, alla sede della Magnifica Comunità di Fiemme a Cavalese, intervistata dal giornalista Pierluigi Pardo, nell’incontro “Vertigini”, promosso dal pastificio Felicetti.
«Quando sei in cima - ha aggiunto Meroi - ti guardi intorno e ti rendi conto di essere una piccola parte, ed è una sensazione che ti fa ridimensionare tutte le varie ambizioni e preoccupazioni, e percepisci quanto poco valore abbiano, però la cosa più importante per me è sentire un pacificante senso di appartenenza a quei luoghi”.
Nell’ambito di “Conversazioni in quota”, eventi pensati per valorizzare le altitudini come visioni del mondo e come luoghi di elezione per la riflessione, la conoscenza e l’incontro
Meroi, incalzata dalle divertenti domande di Pardo, ha condiviso con il pubblico di Cavalese le emozioni vissute sulla cima dei “giganti della terra”, le quattordici vette sopra gli 8 mila metri che ha scalato insieme al marito e compagno di cordata Romano Benet, senza ausilio di ossigeno né di portatori.
A introdurre l’appuntamento sono stati l’assessora provinciale Francesca Gerosa, lo Scario della Magnifica, Mauro Gilmozzi, e Stefano Felicetti, presidente di pastificio Felicetti.
Nives Meroi, lo scorso autunno ospite anche a Mese Montagna di Vezzano, è una leggenda delle alte quote. Tra le poche donne nel mondo ad aver scalato tutti i quattordici Ottomila del Pianeta senza bombole d’ossigeno e senza l’ausilio di portatori, è un’alpinista in purezza.
Nata in un paesino della bergamasca, non ha ancora compiuto 20 anni quando ha già fatto i due incontri folgoranti della vita: l’alpinismo e l’uomo che sposerà, Romano Benet, che diventerà anche il compagno di cordata, scalando i “Giganti della Terra” con grande rigore. Un approccio nuovo e al contempo antichissimo, che sfida i limiti fisiologici umani con rischi altissimi di ipossia e congelamento, “sperimentando l’energia che nasce dall’alleanza”.
Non solo scalatrice ma anche autrice, Nives Meroi ha pubblicato “Non ti farò aspettare. Tre volte sul Kangchendzonga, la storia di noi due raccontata da me” (Rizzoli, 2015), “Il volo del corvo timido. L’Annapurna e una scalata d’altri tempi” (Rizzoli, 2020) e “Montagne. I giganti della terra” (Skira, 2021). Il poeta e scrittore Erri De Luca le ha dedicato il volume “Sulla traccia di Nives” (Feltrinelli, 2016).
Anche Pierluigi Pardo è una leggenda, ma della narrazione calcistica. Giornalista sportivo e conduttore televisivo, è una delle voci più amate delle telecronache e a bordo campo. Commenta da anni partite di calcio di Serie A e i più prestigiosi incontri internazionali, collaborando con tutte le grandi emittenti: da Sky Italia, a Mediaset, Dazn, Radio24, Rai e La7.
È autore del romanzo “Lo stretto necessario” (Rizzoli, 2017), ma ha anche scritto – sempre per Rizzoli – i libri “Dico tutto” (2008) e “Le mattine non servono a niente” (2009) con Antonio Cassano, “Incredibile amici!” (2009) con José Altafini e “Il cuore in Italia, i piedi in Africa” (2010) con Samuel Eto’o.