ITINERARI

Lagazuoi, fra sentieri e gallerie sulle tracce della Grande Guerra

Nel cuore delle Dolomiti, vicino a Cortina d'Ampezzo (Belluno), nel Gruppo di Fanes, a pochi chilometri dall'Alto Adige, le esplorazioni sui sentieri diventano percorsi nella storia, grazie anche alla presenza di un museo all'aperto a quota 2.700 metri, raggiungibile in funivia: la stazione di arrivo è anche sede di un centro espositivo che propone numerosi eventi artistici e culturali

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La zona di Cortina (Belluno) vede in uno dei simboli principali il Monte Lagazuoi, situato nel Gruppo di Fanes nelle Dolomiti Orientali, fra l'Ampezzano e la val Badia (Bolzano).

Si tratta di un imponente massiccio formato dal Piccolo Lagazuoi (2.778 metri) e dal Grande Lagazuoi (2.835 metri), affacciato sui passi Falzarego (dal quale sale la storica funivia) a sud e Valparola a ovest. Dalla cima, dove di trova un noto rifugio, si gode di una vista straordinaria verso diverse vette dolomitiche, dalla regina Marmolada alle Tofane, dall'area delle Cinque Torri al gruppo del Sella.

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Questa montagna fu sanguinoso teatro della Grande Guerra, vi furono realizzate gallerie e trincee tuttora visitabili (qui sopra in una foto tratta dal sito del Museo della Grande Guerra).

​Principali itinerari

I percorsi principali partono dal passo Falzarego (quota 2.105 ) e portano alla vetta del Piccolo Lagazuoi, con dislivelli intorno ai 600-700 m e tempi di 2-4 ore.

​Sentiero del Fronte (Cai 402-401): itinerario facile, da passo Falzarego via Forcella Travenanzes e Forcella Lagazuoi al rifugio (3-3,5 ore, 661 m dislivello), poi 15 minuti alla croce di vetta; percorre la linea del fronte della Grande Guerra senza pericoli.

​Gallerie del Lagazuoi: consigliata in discesa, con tunnel scavati nella montagna (da rifugio alla Cengia Martini), spesso percorsa in anello con il sentiero dei Kaiserjäger; include postazioni storiche come il Sasso della Nebbia.

Sentiero dei Kaiserjäger: via ferrata storica austro-ungarica più diretta e esposta (3-4 ore), con passaggi stretti e cenge, adatta a esperti; sale il fronte roccioso verso il rifugio e la cima.

DALLA VAL BADIA

Si può raggiungere il rifugio Lagazuoi partendo dal parcheggio di Saré, vicino a San Cassiano, inizialmente sul sentiero Nikolaus von der Flühe, Cappella Sass Dlacià e Capanna Alpina, poi si procede versdo il rifugio Scotoni e da qui sul segnavia verso il lago di Lagazuoi. Poi in salita sempre più ripida, sul sentiero 20, in direzione Forcella del Lagazuoi, fino alla stazione a monte della funivia del passo di Falzarego.

PERCORSI STORICI - MUSEO DELLA GRANDE GUERRA

Dalla stazione d’arrivo della funivia si raggiunge in pochi minuti il rifugio Lagazuoi, da dove si può osservare il teatro delle battaglie fra le Tofane, sul Castelletto, nella Val Travenanzes, sul gruppo di Fanes, sul Sasso di Stria fino al Sief, al Col di Lana e alla Marmolada.

Sotto dalla terrazza del rifugio si possono distinguere gli ingressi delle caverne, il cratere della mina italiana dell’anticima, del percorso storico del Lagazuoi. Sotto il rifugio i resti di baracche e trincee austriache. Dal rifugio, un sentiero ben protetto raggiunge la Croce dei Piccolo Lagazuoi (15-20 minuti).

Un'immagine dalla home page di Lagazuoi.it, sito che offre tutte le informazioni sui percorsi storici e sulle iniziative di arte contemporanea e proposte culturali diverse di Lagazuoi Expo Dolomiti.

La funivia resterà aperta fino al 18 ottobre, per favorire le visite al Museo all’aperto della Grande Guerra, alle mostre del Lagazuoi Expo Dolomiti e percorrere gli itinerari sulla celebre montagna.

Percorso storico della galleria del Lagazuoi

La Galleria dei Lagazuoi oggigiorno - spiega il Museo - è, nel suo genere, la più lunga fra quelle conservate. La galleria italiana, lunga 1.100, è stata totalmente ripristinata e munita di scalette e corda in acciaio. L’escursione scendendo per la galleria non solo rappresenta un’esperienza eccezionale per le sue particolari caratteristiche, ma offre anche una sintesi immediata delle difficoltà estreme in cui operarono i soldati di entrambi gli eserciti.

Il percorso storico è raggiungibile risalendo dal passo Falzarego con la funivia (tre minuti) per poi scendere lungo la galleria costruita dagli Italiani. (un ora e mezza circa). Oppure salendo a piedi lungo la galleria fino a raggiungere il rifugio Lagazuoi. Per la visita alla galleria è necessario essere pratici di montagna, ha la pendenza in certi punti del 40%. 

l percorso storico del Lagazuoi

«Nella discesa - spiega ancora il Museo - bisogna avere gambe robuste, nella salita buoni polmoni e non essere sovrappeso.

Si sconsiglia portare bambini sotto i 12 anni, e per chi soffre di vertigini.

Per chi non è esperto si consiglia di farsi accompagnare da una guida alpina autorizzata.

Il percorso in discesa inizia vicino all’arrivo della funivia, con un sentiero attrezzato, fino a raggiungere la galleria, all’interno ci sono dei gradini di legno bagnati e scivolosi.

Bisogna essere muniti di torcia elettrica, caschetto, cordino con moschettone, calzature e abbigliamento d’alta montagna.

Il percorso non è a pagamento. L’attrezzatura si può affittare al punto informativo alla partenza della funivia. E informarsi sulle condizioni della galleria.

Il percorso storico è visitabile da giugno ad ottobre. L’apertura invernale delle gallerie non è possibile, a causa della neve che ostruisce gli ingressi e dal gelo che si forma all’interno.

Dalla terrazza della funivia, seguendo un percorso attrezzato in cengia, percorrendo un sentiero in 5 min., si arriva alla galleria. All’interno si scende, prestando attenzione a dove si mettono i piedi, su scalette di legno, agganciarsi con il moschettone e cordino alla corda in acciaio. Si scende per 1100 m lungo la galleria.

Le numerose feritoie non solo offrono un meraviglioso spettacolo ma anche un immediato panorama della Cengia Martini, strenuamente contesa. Dopo ca. 45 min. un’ora di cammino si arriva all’uscita della galleria ai piedi della parete. da qui si può visitare la cengia Martini, (a destra un ora circa) o scendere a sinistra su un altro pezzo di cengia, (attenzione punto esposto) fino a raggiungere il sentiero che con circa una altra ora raggiunge il Falzarego.

Per chi non vuole avventurarsi in galleria, c’è un percorso alternativo all’aperto.

Rifugio Lagazuoi - Forcella Lagazuoi - passo Falzarego (durata: ore 2.30)

Il sentiero N° 401, debitamente segnato, porta rapidamente dal rifugio alla Forc. Lagazuoi, m 2571. Lungo la pista di sci. A destra e a sinistra, ovunque tracce di trincee austriache. La maggior parte distrutte per la costruzione della pista da sci negli anni 80. A destra la postazione avanzata, denominata anche Punta Berrino. Mentre sotto le barriere paravalange c’è la postazione di prima linea austriaca detta “prua della nave” Percorrendo sentieri militari lungo il crinale in direzione dei Lagazuoi Grande, si può proseguire facilmente per Val Travenanzes, (401) Lagazuoi Grande, Col dei Boss e Castelletto (402).

Per tutto il tratto: interessanti resti di avamposti austriaci con baracche, caverne e sentieri.

Proseguendo per il passo Falzarego, dalla Forc. Lagazuoi (prua della nave) si continua scendendo lungo il sentiero N° 402, che, passando sotto le linee austriache avanzate, porta rapidamente alla Forc. Travenanzes, m 2507. Da forcella, seguendo ora il sentiero N° 402, lungo il sentiero o la pista da sci si arriva al Passo Falzarego.

Percorso storico di Cengia Martini

Dal passo Falzarego: Per chi vuole visitare la Cengia Martini. Salendo lentamente lungo i numerosi resti di baracche e attraversando un ripido canalone ghiaioso si raggiunge l’inizio della galleria del Lagazuoi che un tempo assicurava un accesso coperto alla Cengia Martini. Qui sbocca anche la galleria, delle mine, per la quale si può salire direttamente in cima.

All’ingresso della galleria, di base si prosegue attraversando una cengia e, aggirato un promontorio, ci si trova nuovamente sul sentiero militare italiano che porta alla Cengia Martini, la quale, con caverne, baracche e resti di blocchi in cemento, costituisce una delle più interessanti postazioni della guerra d’alta montagna.

Dopo un altro attraversamento di un ripido burrone si arriva all’estesa postazione degli Alpini, nei mezzo di una cengia 45 min.

Cautela! L’intero pendio è ricoperto di sabbia, sassi e ruderi.

Il ritorno migliore avviene ripercorrendo il sentiero no. 402, coi quale si arriva rapidamente al Falzarego».

APPROFONDOIMENTO NEL SITO DEL MUSEO













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