IL PUNTO

La responsabilità dell’accompagnatore e dell’istruttore in montagna: un tema da conoscere

Per fare chiarezza, la Sat l'anno scorso aveva organizzato un convegno scientifico sull'argomento e ora comunica che è disponibile l’opuscolo nel quale sono riportati  integralmente gli interventi. «Il tema riveste un interesse sempre più crescente, soprattutto alla luce di recenti sentenze che hanno portato alla condanna non solo di professionisti del settore (guide alpine), ma anche di volontari operanti a vario titolo nell’ambito del Cai»

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La Sat comunica che ora è disponibile l’opuscolo che raccoglie integralmente gli interventi che hanno costituito il convegno, dedicato alla responsabilità dell’accompagnatore e dell’istruttore in montagna, svoltosi venerdì 21 marzo 2025 allo Spazio alpino alla Casa della Società alpinistica a Trento. 

«Il tema della responsabilità - scrive la Sat - nell’esercizio di attività in ambienti potenzialmente pericolosi, come quello della montagna, riveste un interesse sempre più crescente soprattutto alla luce di recenti sentenze che hanno portato alla condanna non solo di professionisti del settore (guide alpine), ma anche di volontari operanti a vario titolo nell’ambito del Cai.

Sul tema perdura una certa confusione, specie tra gli operatori volontari (accompagnatori ed istruttori Cai) che, talora, sottovalutano le responsabilità poste in capo ad essi, mentre, altre volte, le enfatizzano.

Entrambi gli atteggiamenti si traducono in distorsioni comportamentali che possono portare, rispettivamente, ad una maggiore esposizione al rischio o ad una eccessiva remissività, che tendono a spaventare e disaffezionare non solo gli utenti che partecipano alle gite sociali e ai corsi del Cai (specialmente i soci più giovani), ma anche gli stessi organizzatori.

Il convegno di aggiornamento e approfondimento si rivolgeva, quindi, innanzitutto, agli accompagnatori e agli istruttori Cai, cioè a coloro che, a vario titolo, si espongono in prima persona nell’organizzazione delle attività escursionistiche ed alpinistiche che da sempre il Caie la Sat programmano (e che rappresentano l’essenza stessa del sodalizio), con l’obiettivo di fare un po’ di chiarezza, per quanto possibile, su un argomento attuale e complesso. L’argomento è comunque di interesse per qualsiasi alpinista ed escursionista, specialmente per coloro che assumono il ruolo di “organizzatore” ovvero implicitamente di “capo-gita”.

Sono stati trattati aspetti afferenti sia al diritto penale che al diritto civile, soprattutto in materia assicurativa.

I relatori sono giuristi ed operatori esperti che hanno trattato professionalmente i temi descritti, anche in qualità di membri della fondazione Courmayeur Montblanc. Alla Tavola rotonda hanno partecipato anche l’avv. Stefania Rossi docente di diritto penale presso l’Università degli studi di Trento e l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” e il dott. Carlo Ancona, già giudice penale e Segretario del consiglio centrale.

Nell’opuscolo sono riportate per intero le loro relazioni, grazie al preciso e attento lavoro di trascrizione del dott. Giovanni Galatà, consigliere centrale Sat ed istruttore di scialpinismo del Cai».













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