ITINERARI

La Via Claudia Augusta e i due rami che attraversano il Trentino

Si ritiene che l'antica strada romana che collegava le pianure con la regione fra Alpi e Danubio avesse due percorsi principali: uno dal Po a Verona e Trento, l’altro via Feltre e Valsugana

In una villa troviamo una rara pietra miliare militare
Nella storia verso Caldaro, Merano e Rablà
Verso la Valsugana sulle tracce della Claudia Augusta
A zigzag tra Vallagarina e altopiano della Lessinia


FABRIZIO TORCHIO


Vengono attribuiti all’imperatore Claudio, Tiberius Claudius Caesar Augustus Germanicus, che era nato a Lugdunum, in Gallia (l’odierna Lione) nel 10 a.C., il completamento e la sistemazione della Via Claudia Augusta, il celebre tracciato stradale che, nell’Impero Romano, collegava le pianure del Po e l’area nord adriatica con il Norico, regione fra le Alpi e il Danubio. 

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Al tempo di Claudio venne meglio definita l’organizzazione dei territori alpini conquistati dalle legioni. È nota nel Trentino l’iscrizione latina sul Monte Pergol, nella catena del Lagorai (val Cadino): incisa sulla roccia a oltre 2000 metri di quota indica il confine fra Tridentini e Feltrini.

Gli archeologi la datano entro la metà del I secolo d. C., fra i regni di Augusto e Claudio. La scritta incisa invece su un miliario ritrovato a Rablà (Parcines, Alto Adige) indica in Claudio l’artefice della via tracciata dal padre Druso, e la lunghezza di 350 miglia dal Po al Danubio.

Si ritiene che la via avesse due rami principali, oltre a quelli secondari: uno dal Po a Verona e Trento, l’altro per la Valsugana da Altino (città lagunare veneta) a Feltre (Belluno) e Trento.

A Bolzano la via si sdoppiava nel tratto occidentale, per la Val Venosta e Resia, e in quello lungo la Valle dell’Isarco e il Brennero. La via raggiungeva Augusta, in Baviera, toccando la riva del Lech a Epfach.

Anche un cippo trovato vicino a Feltre (foto qui sotto) reca la distanza di 350 miglia, circa 520 km, fra Altino e il Danubio, e quest’ultimo tratto si snodava attraverso il Tesino, la Valsugana, Trento, la valle dell’Adige, Resia, il Fernpass ed Augsburg.

VIA CLAUDIA AUGUSTA - LA PIETRA MILIARE DI CESIOMAGGIORE (foto Zenone Sovilla)

Grazie a una rete di soggetti promotori (storia, dettagli, mappe, descrizioni, immagini e video di trovano all’indirizzo web viaclaudia.org), quello che dopo duemila anni si ritiene possa ricalcare il percorso della via è oggi in parte segnalato lungo strade secondarie, carrarecce o sentieri ed è percorribile a piedi (circa 600 km da Landsberg am Lech a Castelbrando in provincia di Treviso), in bicicletta (circa 700 chilometri da Donauwörth sul Danubio ad Altino) o per lunghi tratti anche in auto.

In assenza di fonti storiche sufficienti, si tratta di un percorso approssimativo, ma può essere interessante conoscerne alcuni tratti, serviti peraltro quasi ovunque dai mezzi pubblici.

Per limitarci al tratto della Valsugana va detto che a Castello Tesino, dove la via giunge dal Veneto per la Val Senaiga, poco a valle dell’abitato un ponte costruito in pietra locale è detto romano: una tabella informativa lo spiega al viandante che può proseguire verso Pieve Tesino percorrendo una strada secondaria.

Superata la Forcella, valico stradale a 910 metri, la via continua in discesa per Pradellano e Bieno, quindi per Tomaselli, Strigno e Scurelle. Qui, spiega una tabella informativa, i sondaggi effettuati nel 2003 dove la tradizione locale collocava la via non hanno fornito elementi di conoscenza.

Attraversato il torrente Maso, la Claudia Augusta è oggi indicata attraverso gli abitati di Carzano, Telve e Telve di Sopra, Castel Telvana, Torcegno e Ronchi. Continua poi per Roncegno e Marter, dove le informazioni presso la Tor Tonda riferiscono di vari ritrovamenti: monete romane, resti di un edificio, una lastra incisa risalente alla seconda metà del I secolo d. C. interpretata come elogio funebre di una donna che aveva offerto uno spettacolo gladiatorio.

Percorsi sulla via Claudia Augusta: cippo del 47 d. C in mostra in una villa storica

Esplorando in bici il territorio lungo la via Claudia Augusta, in Valbelluna troviamo Villa Tauro Centenere, uno dei primi esempi di dimora padronale bellunese del XVII secolo. In un portico qui è visibile il cippo miliare della via Claudia Augusta Altinate, scoperto nella parrocchiale di Cesiomaggiore nel 1786. Sempre in questo comune, in un paesagigo di meravigliosi contrappunti fra rocce e verdi colline, si possono visitare anche due musei: quello etnografico bellunese e del Parco nazionale delle Dolomiti e quello della bicicletta [foto: Z. Sovilla] -

REPORTAGE/2 Esplorazioni fra Trento, Vicenza e Belluno

REPORTAGE/1 Deviazione in Lessinia dalla Claudia Augusta

Novaledo, Campiello e Selva sono i successivi abitati toccati dal percorso che, a Levico, dove è visibile un sarcofago romano, prosegue per il Colle delle Benne dove l’omonimo forte austriaco costruito alla fine dell’Ottocento costituisce di per sè un’attrattiva interessante.

Il tracciato procede toccando Visintainer, Ischia e Pergine ai piedi del castello, Civezzano e Trento.

Lungo la grande strada degli eserciti e dei commerci, i viaggiatori incontravano stazioni di sosta e di cambio e “mansiones” con locande.

Una di queste è l’antica mansio di Endidae, portata alla luce dagli scavi effettuati ad Egna (Neumarkt). Secondo gli archeologi aveva un portico d’ingresso e una parte centrale coperta.

Un tratto della strada romana, con i solchi incisi dai carri nella roccia, è invece visibile a Fortezza, lungo l’Isarco.













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