«I tagli di Bruxelles all’agricoltura mettono in ginocchio le aree montane»
Dura reazione della Confederazione italiana agricoltori Trentino alla riduzione del 30% delle risorse dedicate al settore annunciata da Ursula von der Leyen. Calovi: «Se l’Europa volta le spalle a territori il danno sarà irreversibile»
TRENTO. "Questi tagli mettono in ginocchio le aree montane, dove produrre cibo è già una sfida quotidiana. Con meno risorse europee, l'agricoltura di montagna rischia l'abbandono e lo spopolamento. Parliamo di presidi fondamentali per l'ambiente, la biodiversità e la sicurezza del territorio. Se l'Europa volta le spalle a questi territori fragili, il danno sarà irreversibile, non solo per chi vive di agricoltura, ma per tutta la collettività". Lo dice il presidente di Cia, la Confederazione italiana agricoltori Trentino, Paolo Calovi dopo l'annuncio della Commissione europea sul nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, illustrato dalla presidente Ursula von der Leyen, prevede un drastico ridimensionamento della Politica agricola comune (Pac), con un taglio stimato vicino al 30% delle risorse dedicate al settore. Tra i territori più penalizzati, l'agricoltura di montagna rischia di pagare il prezzo più alto.
Il Presidente nazionale di CIA-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha definito la manovra un "vergognoso e indicibile attacco all’agricoltura", accusando Bruxelles di mettere in secondo piano la sicurezza alimentare europea a favore di altre priorità, tra cui la crescente spesa per la difesa.