evento

Clima e altre sfide nelle terre alte: a Innsbruck l'International Mountain Conference

Dal 14 al 18 settembre l'incontro scientifico organizzato dall'Univesità per approfondire la conoscenza delle montagne come ecosistemi complessi, con focus sulle risposte al surriscaldamento globale
SAT Al prossimo congresso focus sulla questione turismo



Rilevante appuntamento questo mese a Innsbruck, a cura della locale università: dal 14 al 18 settembre si tiene l'International Mountain Conference 2025.

Sono in programma decine di sessioni con diversi formati, in particolare dal progetto MountResilience, dai membri Unimont, Nemor e dalla Mountain Research Initiative.

Si tratta di una conferenza internazionale scientifica che riunisce esperti di vari campi per approfondire la conoscenza delle montagne come ecosistemi complessi, con focus sulle risposte ai cambiamenti climatici e ambientali globali.

Si confrontano competenze diverse: curatori di progetti di ricerca europei e organizzazioni specifiche del settore.

Sarà un'occasione per scambio di idee e collaborazione tra scienziati, amministratori e operatori delle montagne d'Europa, in un ambito di scienza avanzata e politiche per la resilienza dei territori di montagna.

Fra i partner dell'evento figura il centro di ricerca altoatesino Eurac che nella propria articolazione ha anche l'Istituto per l'ambiente alpino, il cui lavoro di ricerca si concentra su come, nelle aree di montagna, biodiversità, funzioni e servizi ecosistemici cambiano e si adattano in risposta alle attività umane e ai cambiamenti globali di origine antropica.













Ambiente&Percorsi

Primo piano

FAUNA

Microfoni nei boschi e intelligenza artificiale per monitorare gli uccelli

Mercoledì 9 settembre, al Museo di scienze naturali dell’Alto Adige a Bolzano, l'esperto Jarek Scanferla, biologo e ornitologo dell’Istituto per l’ambiente alpino di Eurac Research, illustrerà queste innovazioni tecnologiche per rilevare e identificare le specie: nuovi metodi rispetto ai tradizionali censimenti utilizzabili anche per altri animali

AMBIENTE

La CO2 cambiò in peggio le foreste 56 milioni di anni fa: scenario pronto a ripetersi

Studio pubblicato sulla rivista Science sotto la guida di Regan Dunn, del Museo di Storia naturale di Los Angeles descrive un periodo in cui le temperature salirono a causa di intense eruzioni vulcaniche che riversarono nell'atmosfera grandissime quantità di anidride carbonica. Dopo una prima fase favorevole, le chiome degli alberi iniziarono a diradarsi, diventando sempre più povere di foglie e  di rami