LA STORIA

Molina di Ledro, Roberto Zendri: una vita fra zootecnia e impegno sociale

Noto anche per i ruoli in Comitato agricolo, Esat e Federazione allevatori, a 74 anni è ancora in azienda al fianco del figlio Francesco e d'estate si occupa dell'alpeggio a malga Giù: «Nei decenni il settore è cambiato profondamente, oggi è molto tecnologico ma i ritmi sono più frenetici»

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CARLO BRIDI


La storia di questa settimana viene da Molina di Ledro ed è quella di un allevatore di tutto rispetto, che per decenni è stato ai vertici del comparto agricolo della valle, rappresentandolo a livello comprensoriale e provinciale.

Ora, alla bella età di 74 anni, è ancora in azienda a fianco al figlio Francesco che dopo aver conseguito la laurea e un dottorato di ricerca in scienze e produzioni animali a Padova, è entrato in azienda come titolare (è stato uno dei nostri protagonisti intervistati della rubrica sui giovani agricoltori).

Parliamo di Roberto Zendri, che conosciamo da oltre 40 anni, come dirigente del Comitato agricolo comprensoriale e dell'Esat, oltre che come dirigente della Federazione allevatori di valle e del Trentino.

Una persona, molto attiva e di grande sensibilità sul piano sociale, infatti è stato anche per diversi anni nel corpo del soccorso alpino della val di Ledro e negli anni ‘70 presidente della locale sezione della Sat. Ora è a supporto del direttivo dei pensionati della Coldiretti del Trentino.

Dopo essersi diplomato all’istituto agrario di San Michele all’Adige ha lavorato per qualche anno in fabbrica nell’Alto Garda ma portando sempre avanti il lavoro e la passione per l’allevamento.

Passione che gli ha trasmesso papà Silvio e che lo ha condotto a costruire una azienda ex novo all’inizio degli anni ‘80

Lo abbiamo incrociato all’indomani della pesantissima grandinata che, con chicchi grossi come palle da tennis, ha distrutto molta campagna, oltre alle carrozzerie delle macchine.  

«La nostra - precisa Zendri - è un’azienda zootecnica, che ormai ho lasciato in totale gestione a mio figlio: conta la presenza di un centinaio di capi di bestiame bovino, 60 vacche in lattazione e una cinquantina di capi da rimonta. Le razze che alleviamo sono brune, frisone e jersey, con una produzione media/capo di oltre 115 quintali a lattazione.

Il latte viene conferito alla Latte Trento e trasformato in Trentingrana.

Il prezzo litro latte del 2025 è stato soddisfacente anche se c’è sempre preoccupazione dell’andamento del mercato del 2026 e dell’economia in genere con tutto l’aumento dei prezzi dei mangimi e dell’energia esagerato che c’è stato in questi ultimi anni».

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L’estate, ci ricorda ancora Zendri, «portiamo tutta la rimonta e le vacche asciutte a malga Giù, valletta sotto il monte di Tremalzo; l’alpeggio è una tradizione che ha sempre fatto parte della nostra azienda. Dal 1992 abbiamo in gestione questa malga e i pastori fin dall’inizio sono sempre stati mio papà e mio figlio, che trascorrevano l’intera estate sui pascoli alti, mentre oggi me ne occupo io».

Possiamo fare un confronto fra l’agricoltura di 55 anni orsono e quella attuale?

L’agricoltura di una volta era di tipo sussistenziale: l'allevamento era solo di qualche capo di bestiame ed i tanti prodotti della campagna coltivati venivano conservati nelle nostre cantine, con cura, in base ai bisogni e alla numerosità delle famiglie.

I lavori dell’agricoltura avevano ritmi totalmente diversi, legati al meteo, alla luna, alla forza lavoro, tutto misurato ai bisogni della famiglia e quello che si poteva lo si vendeva per poter comprare altre cose necessarie per il quotidiano.

Oggi i ritmi sono molto più frenetici, l’allevamento odierno è schiavo della burocrazia e fa affidamento alla tecnologia, ai computer, ai sensori...

In stalla ormai da 13 anni abbiamo il robot di mungitura che autonomamente, oltre che occuparsi della routine stessa di mungitura, ci fornisce in tempo reale quantità e qualità del latte e stato di salute della mandria; per non parlare di pulizia automatica delle corsie, ventilazione, riscaldamento acqua di abbeverata, ecc.

Tutte cose da giovani, ormai alla mia età le seguo in maniera minima, limitandomi alle attività manuali che naturalmente sono ancora tantissime».

Quali i rapporti con l’ambiente?

Il nostro rapporto con l’ambiente è imprescindibile, tenendo sfalciati i prati e curati gli alpeggi manteniamo il paesaggio che è molto apprezzato e ricercato anche da chi viene da fuori, turisti in particolare. 

All’inizio degli anni 2000, la mia azienda era certificata biologica ma poi per un nuovo piano industriale dell’allora caseificio a cui conferivamo il latte, abbiamo abbandonato questo percorso facendo un passo indietro e tornando a produrre latte convenzionale a fieno e tuttora siamo così organizzati».

Oltre agli impegni nel sociale è stato eletto anche nel consiglio comunale? 

«Sì, a fine anni ‘90 mi sono messo a disposizione della comunità cercando di portare il mio aiuto e ho avuto l’opportunità di essere eletto in consiglio nell’allora comune di Molina di Ledro, ora confluito nel comune unico di Ledro dal 2010».

Consiglieresti oggi a un giovane di fare l’allevatore? E se sì, a quali condizioni?

«Il lavoro dell’allevatore a me ha dato molte soddisfazioni ma oltre alla passione al giorno d’oggi bisogna essere preparati e competenti e non basta fare attività manuali.

Il nostro lavoro abbisogna di grandi investimenti, molti sacrifici e duro lavoro, motivi per i quali le aziende zootecniche e i capi allevati anche qui in Trentino sono in continuo calo (nel 2025 il numero di vacche allevate è sceso sotto le 18.000).

Però se qualche giovane ha voglia di intraprendere questo lavoro, è da ammirare e la tecnologia e una buona organizzazione possono aiutarli nel conciliare lavoro, famiglia e tempo libero, alleviando molti sacrifici».

Hobby? Riesci ancora ad andare a sciare?

«Una volta andavo spesso in montagna, facevo arrampicata ed ero un fondista, logicamente oggi ho diminuito molto queste attività. Invece, con mia moglie Marisa, andiamo almeno una volta all’anno a visitare qualche meta lontana, anche se lei è ancora molto impegnata nel sociale. La nostra passione più grande però sono i nostri tre nipotini che tengono vive e piene le nostre giornate».













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