LA STORIA

Revò, Augusto Flor: testimone della rivoluzione nella frutticoltura

Il noto imprenditore a 72 anni continua a gestire un’azienda di tre ettari che in media produce 2.000 quintali di mele l’anno. «Rispetto a mezzo secolo fa si è passati da un’agricoltura di sopravvivenza a una intensiva e professionale, dai carri trainati dagli animali ai trattori super tecnologici, dalla manualità all’elettronica»

Mori, Giorgio Coletti: una vita dedicata al sostegno del mondo agricolo
Pergine, Giuliano Lazzeri: una vita tra il frutteto e l'impegno sociale


CARLO BRIDI


La storia di questa settimana viene da Revò ed è quella di un imprenditore agricolo di tutto rispetto, che a 72 anni è ancora titolare di partita Iva e gestisce un’azienda frutticola.

Parliamo di Augusto Flor, impegnato a gestire un’azienda di tre ettari, tutti coltivati razionalmente, al punto che la produzione media è di 2000 quintali all’anno.

Quest’anno afferma Augusto, la produzione è più scarsa ma fino ad ora di ottima qualità, senza grandine e anche la quantità ora che le mele sono ingrossate pare sia meno scarsa del previsto.  

Siamo di fronte ad un’azienda modello, in quanto su indicazione del compianto dottor Gino Salvaterra, responsabile del settore frutticolo all’interno del potente Ispettorato agrario, fu una delle prime a mettere a dimora le piante di melo innestate sul porta innesti “deboli” che sviluppavano una chioma molto più modesta di quelle che dominavano fino allora sul porta innesti franco.

La cosa, ricorda Augusto, destò in zona un certo scalpore fino a quando dopo pochi anni si sono visti gli ottimi risultati.

Fu un’autentica rivoluzione anche per i sesti d’impianto e per il numero di piante messe a dimora per ettaro. 

Le varietà dominati erano, e sono ancora, le golden delicious, seguite in modo decrescente da evelina, red delicius e web dolcevita.

Augusto ricorda molto bene com’era l’agricoltura di Revò oltre 50 anni or sono: in paese c’erano ancora molte stalle al punto che era in funzione un caseificio sociale, che produceva il famoso Trentingrana, con il quale i dirigenti partecipavano al concorso indetto dalla scuola agraria di Thiene. Qui ha ottenuto per anni lo “spigo d’oro” come migliore Trentingrana trentino. Anche la famiglia di Flor, aveva 4-5 vacche. 

Augusto è stato impegnato per molti anni nella vita sociale ed economica del paese, assieme a papà Rinaldo ha gestito per oltre 20 anni l’impianto irriguo realizzato dal consorzio irriguo, seguendo tutte le evoluzioni dalle girandole alla goccia.

Ma è ancora impegnato nel sociale, sia a livello provinciale, dove è componente del consiglio direttivo dell’associazione pensionati di Coldiretti (organizzazione della quale ha sempre fatto parte), sia a livello locale dove assieme al collega Zadra va nelle scuole a raccontare ai bambini la storia dell’acqua che serve per irrigare i campi tramite il consorzio. A Revò il primo consorzio irrigua risale a più di 2 secoli fa. 

Flor ha registrato i propri ricordi in un video che è stato poi girato anche alla Coldiretti ed è visibile all’interno della mostra a Casa Campia a Revò “Nella terra di Demetra”.

Flor, possiamo fare un confronto fra l’agricoltura di oltre 50 anni or sono e quella attuale? Innanzitutto qual è stata l’evoluzione colturale in oltre mezzo secolo? 

«Direi che si è passati da un’agricoltura di sopravvivenza ad un’agricoltura intensiva e professionale, siamo passati dai carri trainati da buoi o cavalli a trattori super tecnologici, dalla manualità all’elettronica.

Ora, chi sceglie di fare l’agricoltore, è una persona formata, informata su tecniche sempre più all’avanguardia e specializzata nel rispetto dell’ambiente con corsi di formazione costanti sui vari temi che ruotano intorno ad un’azienda agricola al giorno d’oggi, fortunatamente Coldiretti, per me l’ufficio di Cles, si occupa della parte burocratica di gestione.

Uno dei problemi sempre presenti all’interno del mondo agricolo era quello della difesa sanitaria quale era l’approccio 50 anni fa e quale quello attuale?

«Siamo passati da trattamenti con principi attivi pericolosi a trattamenti mirati con molecole meno invasive per l’ambiente. Oggi siamo tutti informati sui rischi, abbiamo attrezzature sempre meno impattanti e soprattutto abbiamo il supporto dei tecnici dell’Istituto agrario di San Michele».

Lei è ancora titolare dell’azienda e ha due figlie che fanno altre attività: fino a quando pensa di poter proseguire, visto che i nipoti hanno solo 10 anni?

«Certamente spero di poter continuare a gestire la mia azienda finchè le forze me lo consentiranno, spero comunque di poter passare il testimone ai miei nipoti non solo per l’aspetto economico ma per l’attaccamento e la devozione alla nostra terra».

Si è mai pentito della scelta?

«Assolutamente no, la rifarei».

Quali sono oggi i suoi rapporti con l’ambiente?

«Noi agricoltori siamo i primi custodi dell’ambiente e lo trattiamo con grande rispetto.

Non ho mai pensato al biologico, perchè con appezzamenti così piccoli e l’azienda frammentata non è possibile, anche se con la lotta integrata si usano comunque prodotti per il biologico, vedi il metodo della confusione sessuale».

Da sempre Augusto conferisce le mele al consorzio ortofrutticolo Terza Sponda di Revò a sua volta socio della Op Melinda, ed è molto soddisfatto delle liquidazioni.  

Ha anche un hobby molto bello, fa parte di uno dei cori più importanti del Trentino: le Maddalene. Sono ormai 55 anni che canta qui e 62 nel coro parrocchiale. Il canto gli ha permesso di girare il mondo, di avere una seconda famiglia: «Stimolo costantemente i giovani di entrare a far parte di queste realtà corali che sono la cultura del nostro Trentino», conclude.













Ambiente&Percorsi

VACANZE

In viaggio con il gatto: ecco i consigli preziosi

Cresce nel 2026 l’interesse anche verso i viaggi in compagnia degli amici felini, su Google Trends +650% di ricerche

Aggiungi Giornaletrentino.it tra le fonti preferite del tuo account Google
IL LIBRO

Il Cristo pensante sul monte Castellazzo: segreti, domande e riflessioni

Nelle pagine del trentino Pino Dellasega, le suggestioni di un angolo dolomitico dominato da emozioni mistiche: «Nel trekking del Cristo Pensante, per eccellenza il trekking del pensiero, potrai pensare, farti domande e trovare risposte, sederti accanto a Lui immerso nel tramonto per capire quanto piccolo sia l'uomo e quanto grande sia l'universo»

Primo piano