sirmione

Il robot scopre nel fondale del Garda una distesa di vecchi piattelli

Primo ritrovamento del dispositivo attivato in un progetto del Wwf in collaborazione con l’Università di Pisa: nel lago i resti dei materiali utilizzati oltre mezzo secolo fa da un centro di tiro: «E non vogliamo pensare a quanto piombo possa essere finito in acqua...»

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DANIELE PERETTI
SIRMIONE


Il robot Zeno, in azione nel lago di Garda nell’ambito di un progetto attuato dal Wwf Bergamo Brescia in collaborazione con l’Università di Pisa, è già stato protagonista di un ritrovamento non usuale: «Un tappeto» di vecchi piattelli alcuni rotti ed altri integri. Tra gli anni Sessanta e Settanta sorgeva a bordo lago un centro di tiro al piattello che lanciava i dischi sul lago e il ricadere in acqua integri o in frantumi, dipendeva dalla capacità del tiratore e riva.

«Oggi - scrive il Wwf - quei frammenti sono ancora lì, si legge nella nota diffusa dal Wwf Bergamo Brescia, adagiati tra alghe e sabbia: non sono materiali particolarmente inquinanti, è vero, ma restano comunque rifiuti: un lago non dovrebbe mai diventare un deposito del passato.

Non vogliamo pensare a quanto piombo possa essere finito in acqua. Nei prossimi giorni raggiungeranno il fondale i sub che organizzeranno una raccolta, pezzo dopo pezzo, riportando alla luce un capitolo dimenticato.

Un tuffo nel passato, certo, ma anche l’ennesima testimonianza di come per decenni il Lago di Garda sia stato usato come una discarica “comoda”, nascosta sotto la superficie. Pulire non è solo un gesto ecologico: è anche un modo per restituire dignità al nostro lago e ricordare che ciò che lasciamo oggi, qualcuno domani dovrà raccoglierlo».













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