MONTAGNA

Valanghe, un weekend tragico sulle Alpi austriache

Nove vittime in tre giorni, in una settimana sono stati 17 sciatori gli sciatori morti sotto la neve sul versante settentrionale dell'arco alpino. L'ultima slavina ha travolto tre membri di un gruppo di sette turisti cechi nel distretto di Murtal, in Stiria, seppellendoli completamente

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È stato un weekend tragico sulle Alpi, a causa di una serie di valanghe che hanno causato almeno otto vittime.

Una valanga ha ucciso tre sciatori cechi nell'Austria centrale: lo ha riferito la polizia, portando a otto il bilancio delle vittime delle valanghe in zona, nella sola giornata di sabato 17 gennaio.

Il giorno prima, una valanga a Ischgl, nel Tirolo austriaco era costata la vita a uno sciatore durante un fuoripista, in un evento scoperto solo 24 ore dopo l'accaduto. Su un pendio poco lontano dagli impianti di risalita e dalle piste da sci, sul Bürkelkopf, a quasi 2.500 metri di quota, è stata individuata una slavina larga 60 metri e lunga una novantina di metri. Dalla neve sbucava un bastoncino da sci.

La salma, la cui identità non è stata per il momento comunicata dalle autorità austriache, è stata tempestivamente localizzata e recuperata dai soccorritori. Sotto la neve non sono state individuate altre vittime della valanga.

Il pericolo valanghe in zona attualmente è di grado 3 su 5, ma il vento in quota e le basse temperature possono incidere localmente notevolmente sul rischio slavine.

Un totale di 17 sciatori sono morti sulle Alpi - in Austria, Francia e Svizzera - in una settimana, a seguito di forti nevicate.

L'ultima valanga ha travolto tre membri di un gruppo di sette sciatori cechi nel distretto di Murtal, in Stiria, seppellendoli completamente, ha precisato la polizia in un comunicato.

«I soccorritori sono riusciti a localizzare e a estrarre parzialmente le vittime sepolte. Nonostante gli sforzi immediati per salvarle, tutti e tre sono stati trovati morti», hanno dichiarato.

In precedenza, due gravi valanghe avevano colpito il distretto del Pongau, nel Land austriaco di Salisburgo, nella zona delle Alpi orientali a circa 80 chilometri a sud della città di Salisburgo, provocando la morte di cinque persone impegnate in attività fuoripista in alta montagna.

Gli incidenti si sono verificati in aree impervie del massiccio alpino degli Alti Tauri, tra la Schmugglerscharte e il Gamskarkogel, nel comune di Großarl, una valle laterale della celebre Gasteinertal, frequentata da sciatori e scialpinisti. Il primo allarme è scattato intorno alle 12.30, quando una scialpinista è stata travolta e sepolta da una valanga a circa 2.200 metri di quota nella zona della Schmugglerscharte.

Nonostante il rapido intervento della Bergrettung e i tentativi di rianimazione, per la donna non c'è stato nulla da fare.

Poco dopo, sul versante opposto del Gamskarkogel (2.467 metri), una valanga di dimensioni maggiori si è staccata lungo un canalone, coinvolgendo più persone.

Secondo i soccorritori, fino a sette sciatori e snowboarder potrebbero essere stati travolti, con un bilancio complessivo di cinque vittime.

Le operazioni di ricerca e messa in sicurezza sono proseguite per ore in condizioni difficili.

Il responsabile del soccorso alpino del Pongau, Gerhard Kremser, ha espresso profondo cordoglio per le vittime e ha ribadito che la giornata era caratterizzata da un elevato rischio valanghe, già segnalato da avvisi ufficiali. "Questa tragedia dimostra quanto sia fondamentale rispettare le allerte e valutare con estrema prudenza le condizioni in montagna", ha dichiarato. 

Sei sciatori erano morti nel weekend precedente in valanghe avvenute sulle Alpi francesi. Gli incidenti sono accaduti in un fine settimana in cui molte aree di montagna erano state classificate ad alto rischio a causa dell'instabilità del manto nevoso. Le valanghe erano cadute in Savoia e Alta Savoia, nelle aree di La Plagne, Vallorcine, Courchevel (foto), Val d'Isère e Arêches-Beaufort.

Dramma nel weekend scorso anche in Marocco: tre persone risultano disperse, per una slavina che è caduta oggi pomeriggio su uno dei versanti del Toubkal, la cima più alta dell'Atlante marocchino.

I tre dispersi, due turisti marocchini e una guida locale, facevano parte di un gruppo di appassionati di montagna che con due esperti avevano passato la notte in un rifugio, alle pendici del Toubka, prima di riprendere il tragitto, questa mattina, verso il piccolo centro di Imlil.

Il resto della comitiva è rientrato al rifugio. Le ricerche dei tre dispersi continuano, nonostante le forti nevicate e le condizioni meteo particolarmente severe.













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