Uffici aperti in pausa pranzo, i sindacati: «Pronti al confronto»
Contratto provinciali. Cgil e Cisl: «Ma la Provincia deve dare garanzie sulle risorse» Valentinotti (Fenalt): «Flessibilità già sperimentata con successo in alcuni uffici»
Trento. Pronti a ragionare sulla flessibilità d’orario (per garantire le aperture degli uffici pubblici in pausa pranzo) ma garanzie sulle risorse a disposizione per l’aumento contrattuale.
È quanto scrivono in una nota Cgil e Cisl dopo le parole di Maurizio Fugatti. Il presidente da una parte ha chiesto una disponibilità a trattare sugli orari, dall’altra ha spiegato che le risorse messe a disposizione per per gli aumenti contrattuali (67milioni, il 4,1% fino al 2021) non possono essere garantite.
Cgil e Cisl ribadiscono l’apprezzamento per la ripresa delle trattative sul rinnovo dei contratti pubblici e i risultati raggiunti dopo la mobilitazione dei lavoratori di novembre e dicembre, ma ripetono: «Non ci accontentiamo di promesse. Nel protocollo deve essere chiara la garanzia dell'esigibilità delle risorse, con impegni realmente vincolanti. La partita economica sul tavolo è un passo avanti significativo. Permangono tuttavia questioni fondamentali, quali le decorrenze degli aumenti e gli ulteriori e distinti finanziamenti per altre partite, tra cui le progressioni economiche, il riordinamento professionale e il completamento del percorso di valorizzazione del personale, sulle quali mancano impegni precisi.»
Manca poi un impegno - affermano ancora i sindacati - a voler trattare con tempestività il tema della proroga dei termini per la stabilizzazione dei precari e a far partire concretamente l’Osservatorio per la verifica della stabilizzazioni.
Pronti invece a raccogliere la sfida di un progetto riorganizzativo delle strutture pubbliche, di aumento degli orari di apertura a cittadini e imprese:«La qualità e la fruibilità dei servizi pubblici trentini – già ai vertici delle graduatorie nazionali – può sempre migliorare, a partire dalle condizioni di chi lavora».
Anche Maurizio Valentinotti, segretario della Fenal si dice pronta a trattare sulla flessibilità degli orari: «È già stata sperimentata con successo in alcuni uffici e potrebbe essere una materia su ragionare soprattutto per i lavoratori che hanno già una certa anzianità». Valentinotti poi punta il dito contro i sindacati confederali, “colpevoli” - a suo dire - di aver avuto un atteggiamento eccessivamente prudente: «Hanno chiesto un aumento contrattuale del 3,5 per cento quando la stessa Provincia ha messo sul piatto il 4,1 per cento. La Fenalt, invece - conclude Valentinotti - aveva chiesto il 4,8».
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