Troppi posti persi in Regione A rischio l’ufficio Giudici di pace 

L’ente dimenticato. Un dossier esaminato in giunta mostra anni di pensionamenti (mai rimpiazzati) che hanno ridotto l’organico di un terzo. Ora l’esecutivo guidato da Kompatscher e Fugatti valuta nuovi concorsi per garantire i servizi



Trento. in regione servono nuove assunzioni. proprio così: l’ente di piazza dante per lunghi anni “dimenticato”, non ha quasi mai rimpiazzato i dipendenti che andavano in pensione ed ora si ritrova con una dotazione di personale ridotta di un terzo nell’ultimo periodo. su un totale di 465 persone previste in organico ne sono rimaste in attività solo 263. e con delle nuove competenze, quelle che fanno capo al personale della giustizia regionale, aspetto di cui si occupa come assessore regionale maurizio fugatti. ma non è tutto: la tabella che fa parte di un conchiuso dell’amministrazione guidata da arno kompatscher si focalizza anche sull’emorragia nel delicato ruolo di giudice di pace: «tale personale è insufficiente a garantire il regolare funzionamento degli uffici regionali e soprattutto dell’attività a supporto della giustizia» si fa notare nel documento della regione. la questione, delicata, è stata innescata proprio dallo stato di agitazione che è stato proclamato dalla rappresentanze sindacali: viene sollecitata una risposta sulla situazione degli organici degli uffici giudiziari, sull’orario di lavoro di chi opera in quell’ambito e, non ultimo, anche delle questioni contrattuali.

Organico a 465 unità

«La dotazione organica del personale regionale è stata fissata dall’articolo 10 di una legge del 2012: 465 unità. Per effetto delle cessazioni, solo parzialmente sostituite in passato, il personale a tempo indeterminato degli uffici centrali e del Giudice di pace al 31 dicembre 2017 (prima dell’inserimento in ruolo del personale della giustizia) era pari a 271 unità, ulteriormente ridottesi a 263 unità al 31 dicembre 2018 . Una dotazione - si osserva nell’esecutivo che governa la Regione - insufficiente a garantire soprattutto le attività a supporto della giustizia». Ora non è un segreto che l’amministrazione di centrodestra della Provincia di Trento voglia, senza strafare, ridare dignità ad un ente che costituisce la cerniera con Bolzano della nostra Autonomia. Quella Regione che la Svp ha ridotto ai minimi termini per anni, senza prevedere che avrebbe avuto nuovi ruoli da svolgere.

Ora la giunta può fare conto su una norma del 2018 che consente di rimpiazzare il personale che è andato in pensione proprio nello scorso anno, nel limite del costo del personale che si è . La giunta regionale insomma sta valutando come tornare ad assumere, non già se sia il caso di farlo. E, questo, politicamente, è un segnale a chi pensava che sulla Regione sarebbe suonate solo campane a martello.G.T.

















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