Stefenelli, quando il diritto è nel dna
Giuseppe ha fondato «L'Alto Adige»: tra i discendenti su 20 laureati, 7 sono avvocati
TRENTO. Con gli Stefenelli vien da iniziare parafrasando l'incipit dell'"Orlando furioso": "Le leggi, l'ambasciator, l'arme, gli onori, l'audaci imprese..." Ebbene sì, Stefenelli è una delle famiglie storiche più note di Trento la cui fama comincia con l'ingegner Pietro che nel 1800 progetta e realizza la ferrovia sulla riviera di Ponente. La fama si arricchisce con suo figlio Giuseppe, avvocato, direttore dell'Alto Adige, all'epoca stampato a Rovereto, foglio dei liberali concorrente de "Il Popolo" di Cesare Battisti, de "L'Avvenire del lavoratore" con Benito Mussolini e soprattutto de "Il Trentino" di Alcide Degasperi fondato da Giovanni a Prato. Sposata Maria Ranzi, sorella dell'ideatore e promotore del monumento a Dante Alighieri, Giuseppe ha i figli Ferruccio (1898-1980), Rachele (1899-1981), Giuseppe (1900-1984), Pietro (1909-1983) e Manlio (1910-1986). E' Ferruccio il primus inter pares degli Stefenelli. Si copre di gloria con tre medaglie ("gli "onori") al valor militare (bronzo, argento e oro). Terminata la "carriera" di eroe militare (le tre medaglie nel 1917 su Ortigara, Monte Tomba, Col Caprile) e tralasciando il racconto delle "audaci imprese", Ferruccio ha proseguito con la carriera di diplomatico arrivando al grado di ambasciatore d'Italia con ultimo incarico ad Hanoi. Ferruccio, ancora, è stato uno dei quattro gloriosi soldati (un alpino - lui-, un marinaio, un aviatore e un fante) che hanno avuto l'onore di portare a spalle la bara del Milite Ignoto all'altare della patria a Roma. L'unico figlio maschio Alessandro (1924-1984), dentista e marito di Sonia Pilon, è morto tragicamente in un incidente automobilistico. Sua sorella Maria Grazia, invece, è andata in sposa a Giuseppe Prada, rampollo di altra famosissima famiglia trentina. Poco c'è da raccontare della secondogenita Rachele Stefenelli, nubile, che è sempre vissuta con i genitori. Giuseppe "Pino", marito di Gemma de Corradi, avvocato ("le leggi") come il padre, uno degli avvocati nel famosissimo processo Garollo, (la strage familiare del 1946 a Vetriolo) è a sua volta padre di due tra i più noti avvocati della città: Paolo (1943) civilista, padre di Giovanni e Marianna. Marco (1946), il penalista, è vedovo dal 2005 ed è senza figli. Suoi alcuni tra i più eclatanti processi di questi ultimi anni: Stava, Malossini, Collini. Il terzo figlio di Giuseppe è Carlo (1950) il cardiologo, ex sindaco di Levico, marito di Silvana Guarducci, e padre (tanto per cambiare) di un avvocato, Andrea, e del commercialista Claudio neosposo di Elena Dal Piaz. Pietro, laureato ma da sempre assicuratore, ha avuto dalla moglie Luisa Benzi i figli Franco, Rita e Roberto e da quest'ultimi cinque nipoti. Infine Manlio, avvocato, sposo di Ilda Caresia, è stato segretario generale della Camera di Commercio. Da questa coppia sono nati Giovanna (1937) e Giorgio. (1941). Giovanna è sposata, madre di cinque figli, vive in Francia mentre il fratello Giorgio, laureato in geologia, dopo aver lavorato alcuni anni in Africa, ha sposato Fiammetta Frizzera, figlia del famoso commercialista, rimanendo a Trento. E' padre di Francesco, sposo di Roberta Musitelli, e quindi nonno di tre nipoti. La sorella di Francesco, Veronica (1978), laureata in legge, nubile, vive e lavora a Milano. Giorgio e il figlio Francesco gestiscono il Grand Hotel Trento che è passato di proprietà al suocero, il commercialista Frizzera. In sintesi, per la curiosità,: tra gli Stefenelli delle ultime tre generazioni si annoverano 20 laureati di cui 7 avvocati.
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