Pubblici, la giunta trova i soldi «Ma uffici aperti in pausa pranzo» 

Il rinnovo del contratto. Trattativa (a sorpresa) riaperta con 67 milioni sul tavolo e aumenti per 33 mila dipendenti Il governatore Fugatti: «In cambio chiediamo di ripensare gli orari di alcuni sportelli per agevolare cittadini ed imprese»



Trento. Sì agli aumenti per il pubblico impiego. ma uffici e sportelli aperti con orari più comodi per la gente, magari anche in pausa pranzo. dunque contro ordine per il rinnovo del contratto degli enti pubblici ma a patto di accettare in cambio una certa flessibilità nella presenza sul posto di lavoro, almeno in quelli a maggior contatto con il pubblico. la giunta provinciale dunque, alla prima riunione del 2020, fa sapere di aver trovato la quadra sulle risorse, si parla di 67 milioni di euro in quattro anni, per i contratti di circa 33 mila dipendenti di scuola, sanità, enti locali e provincia.

La partita era sembrata chiusa quando, con l’approvazione della manovra finanziaria dello scorso anno, l’esecutivo di piazza dante aveva fatto sapere ai sindacati di poter mettere sul piatto “solo” dieci milioni di euro.

La novità la spiega direttamente il governatore maurizio fugatti: «ora possiamo fare la trattativa con una disponibilità economica diversa, frutto di ragionamenti e scelte all’interno delle risorse della provincia. valutazioni che non sono state facili. con i sindacati, di pari passo, verrà affrontato il tema della produttività nell’ente pubblico. quindi ci sarà un’attenzione diversa rispetto a questo tema e a quello degli orari e della disponibilità del personale. a cosa penso? nella contrattazione, e nell’accordo che andremo a sottoscrivere, c’è un punto che recita esplicitamente come “l’articolazione dell’orario di lavoro del personale e di apertura al pubblico delle strutture provinciali vadano resi maggiormente compatibili con le esigenze dei cittadini e delle imprese”. un ’idea? beh, quella che determinati servizi siano aperti anche in pausa pranzo» ha anticipato il presidente.

Con un’altra condizione: «sul piatto c’è dunque una cifra importante. ma nella definizione del protocollo noi vogliamo anche mettere in chiaro che se ci dovessero essere situazioni di pesante crisi finanziaria nel bilancio pubblico l’accordo potrebbe subire delle modifiche. questa è un’ipotesi estrema. noi dicevamo di non avere garanzie sui bilanci futuri della provincia. ricordiamoci della questione aperta del monitoraggio delle risorse. faccio solo un esempio, quello del “bonus renzi”: se il bonus dovesse essere trasformato in bonus fiscale la provincia andrebbe a perdere 100 milioni di euro in termini di entrate. un passaggio di questo tipo metterebbe a rischio i bilanci futuri» ha chiuso fugatti. subito la fenalt si lamenta di voler trattare assieme agli altri sindacati. si parte. G.T.













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