Pontara, dinastia di cervelli in viaggio
Da Giuliano, teorico della non violenza a Stoccolma, a Nicola, economista globetrotter
TRENTO. Un flash nella notte dei tempi della generazione Pontara, quella dell'architetto Giorgio e dei cugini Giuliano, docente in Svezia, e Silvano, commercialista. Nel 1743 il priore Giovanni Battista Pontara in val di Non aveva costituito un cospicuo beneficio ecclesiastico sui beni ereditati da uno zio con l'obbligo di far dire messe settimanali perpetue nella chiesa di Rumo. L'ultimo ad essere investito di tale beneficio e ad esserne gravato dall'obbligo fu Giorgio, l'architetto. Ricostruiamo la generazione: Carlo, insegnante a Borgo e sposo di Massimiliana Armellini, una possidente figlia del locale medico condotto e proprietaria a Novaledo di una casa ricca di affreschi, ebbe quattro figli: due femmine, Elisabetta ed Eufemia, (quest'ultima pittrice e donna di cultura a tutto tondo) rimaste entrambe nubili, e due maschi: Lino (1894-1966) e Gaetano (1896-1980). I due fratelli sposarono due sorelle, Giulia e Antonia Dal Lago di Cles, venendo ad abitare a Trento. Lino, dirigente della Cassa Malati, ha avuto due figli. Giorgio (1928-2000) è stato un architetto libero professionista, era molto noto in città e tra le sue opere figura anche la chiesetta del Vason. Con la moglie Alda Rimer, avvocato, ha due figli, Gloria e Giulio. Massimiliana (1930), sorella di Giorgio, dopo aver lavorato a Milano si è ritirata in pensione a Trento. Molto più complessa e culturalmente avventurosa è la vita dei discendenti del ramo di Gaetano Pontara, impiegato del Consorzio dei Comuni. Dalla moglie Antonia ha avuto tre figli. Giuliano (1932), sposato con una svedese e tre volte padre (Anders giornalista, Ellen musicologa e Tobias docente di filosofia della musica), vive da tempo a Stoccolma nella cui università ha insegnato Filosofia pratica. A Trento, al Prati, Gaetano aveva interrotto gli studi, li ha ripresi, ha girato il mondo maturando una forma mentis di teorico della non violenza. Ha scritto saggi per Einaudi e Laterza commentando i maggiori scritti di Gandhi, con Bobbio e Capitini come maestri. Infine, appunto, si è fermato a Stoccolma. Sua sorella Mariarita (1935), sposata e con un figlio, vive a Levico. Anche sul terzo figlio, Silvano (1937), c'è molto da scrivere. Dopo la laurea in Economia e Commercio e qualche anno di insegnamento di ragioneria e tecnica bancaria, Silvano, divenuto nel 1972 commercialista, si è dedicato a questa libera professione. Sposata Maria Vittoria Parteli, laureata in lingue alla Bocconi, ha avuto i figli Nicola (1970) e Francesca (1975). Silvano e Maria Vittoria vivono a Novaledo nella bella casa degli avi sul cui soffitto è stato scoperto un affresco della fine del 1400 del tutto identico (caso originalissimo) ad altro affresco in una casa di Borgo. Con il figlio Nicola si ripete sotto molti aspetti la vita culturalmente avventurosa dello zio Giuliano, anche se con tutt'altro taglio culturale. Dopo il liceo classico, va in Mozambico, in Sud Africa, bighellona per un po' viaggiando attraverso paesi "esotici" e infine si iscrive a Londra alla facoltà di economia, ambito in cui si studia particolarmente le neo economie dei Paesi in via di sviluppo. Evidentemente ha imboccato la strada giusta perché passa di successo in successo. Entrato per concorso nella Banca Mondiale, gira il mondo come "inviato speciale" di quella banca. Ora lavora a Washington e tra poco sarà in Kenya. E' sposato e ha tre figli. Curiosità: zio Giuliano e nipote Nicola sono stati "nominati" rispettivamente "Trentino dell'anno" e "Personaggio per il futuro". Infine Francesca, laureata in Economia e Commercio a Trento, lavora nella cooperazione e partecipa alla realizzazione di progetti in favore dell'infanzia e dell'adolescenza. Con lei, che abita a Trento, Silvano e Maria Vittoria sono nonni per la quinta volta. Anzi, c'è addirittura la bisnonna Maddalena "Nena", madre di Maria Vittoria, 97 anni, portati, come usa dire, alla grande.
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