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Laurina Paperina, i murales d’autore lasciati nell’incuria

In piazza Garzetti le opere dell’artista di Mori cadono a pezzi mente lei espone in una mostra personale a San Francisco


di Luca Pianesi


TRENTO. Mentre Laurina Paperina è in America a San Francisco a inaugurare una sua mostra personale alla Fouladi Projects, mentre negli Usa e nel resto del mondo le opere dell’artista di Mori sono sempre più richieste e “coccolate” (a fine 2013 le sue opere erano state inserite nella galleria Freight di New York tra le nuove avanguardie artistiche), mentre Rovereto decide di affidarle la realizzazione di un mega murales al nuovo centro giovani della città (si veda il Trentino del 27 agosto: “Il grande murales di Laurina Paperina allo Smart Lab”), a Trento tre delle sue opere più importanti stanno letteralmente cadendo a pezzi.

Si tratta del trittico di piazza Garzetti intitolato “Cervelli in fuga” realizzato nel 2008 dall’artista sui muri di cinta del Liceo Prati nell’ambito di un progetto di arte urbana più esteso che aveva riguardato l’intera città (si chiamava Fuori Luogo ed era curato da Duccio Dogheria e Federico Mazzonelli). Per Paperina era stata, quella, l’opera più grande mai eseguita fino a quel momento e rappresentava la sua prima realizzazione interamente dedicata al pubblico.

Tre murales che, con l’ironia e la “cattiveria” tipica che contraddistingue tutta la produzione dell’artista di Mori, trasferivano su parete (all’interno di tre apposite cornici realizzate con pietra trentina) uno dei fenomeni che all’epoca facevano più discutere l’opinione pubblica: la cosiddetta fuga di cervelli all’estero. Paperina aveva deciso, quindi, di ritrarre i suoi cervelli (li aveva definiti dei veri autoritratti), i cervelli paperina, con tanto di becco e ali per “fuggire”, per volare via da quell’Italia che raramente ha dimostrato di saper valorizzare i suoi giovani talenti.

E così, come in una sorta di scherzo profetico, quei cervelli con le ali espressione dell’arte di una giovane trentina, quotata e ammirata in tutto il mondo per le sue capacità, a Trento, a casa sua, oggi sono abbandonati all’incuria, lasciati crollare sotto il peso degli agenti atmosferici e della volgarità di writers maleducati. Sono passati gli anni ma, evidentemente, quei cervelli sono ancora costretti a fuggire. E anche quando sono riusciti a lasciare un segno del loro passaggio (come in questo caso) la loro città non riesce a proteggerlo e a valorizzarlo a dovere.













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