Gli universitari a Bisesti: «Lo studentato agli studenti»
Trento. Gli studenti sono sul piede di guerra e sono pronti a far sentire la loro voce. La presa di posizione è contro l’idea che 16 poliziotti possano essere ospitati allo studentato Mayer di corso...
Trento. Gli studenti sono sul piede di guerra e sono pronti a far sentire la loro voce. La presa di posizione è contro l’idea che 16 poliziotti possano essere ospitati allo studentato Mayer di corso Buonarroti, di proprietà dell’Università di Trento, per effetto di un accordo fra questura e Provincia di Trento.
Proprio al Mayer, venerdì sera, l’Unione degli universitari (Udu) ha organizzato un incontro: erano presenti una trentina di studenti. La coordinatrice, Paola Paccani, rivolge ora un appello all’assessore provinciale all’istruzione e università Mirko Bisesti: «Speriamo che finalmente voglia incontrare i nostri rappresentanti: noi siamo i protagonisti di questa vicenda e dobbiamo avere voce in capitolo. Che la Provincia lo voglia o meno».
Ancora una volta è stato ribadito che la presa di posizione non è affatto contro la Polizia di Stato. Il problema è molto pratico: quegli alloggi erano destinati agli studenti. Secondo gli universitari, farli occupare invece a qualcun altro (chiunque egli sia) è semplicemente un attentato al diritto di studio, in una città dove gli appartamenti sono molto costosi. «Noi non permetteremo alla Provincia di castrare il nostro diritto allo studio – dice infatti Paccani –. Perché non è qualcosa che si negozia: lo rivendichiamo».
In realtà nei giorni scorsi era arrivato qualche segnale positivo. Lo spiega Unitin, la Rete degli universitari di Trento, altra lista studentesca. «Dopo aver dialogato a lungo con i soggetti coinvolti e aver manifestato il dissenso, compatto, della rappresentanza studentesca, abbiamo avuto la conferma che i numeri si sarebbero notevolmente ridimensionati – spiegano –. Ora c’è la prospettiva che i nuovi agenti possano essere spostati, in tempi brevi, in altre ubicazioni». Qualcosa di più si capirà probabilmente nei prossimi giorni. A fine gennaio è già prevista la riunione del Consiglio d’amministrazione dell’Opera universitaria dove, lo ricordiamo, siedono anche tre rappresentanti degli studenti. Scrive Unitin: «Come associazione di rappresentanza ribadiamo la nostra più totale contrarietà a una scelta che lede la comunità studentesca e che riteniamo inopportuna. Attraverso i nostri rappresentanti, ci adopereremo per far sentire a far sentire a gran voce le nostre ragioni. Ci rivolgeremo alle istituzioni competenti per far sì che i posto letto di qualsiasi studentato in città siano occupati dai loro fruitori naturali: gli studenti e le studentesse dell’Università di Trento». D.E.