Gara europea per il rinnovo della concessione A22
Lo ha comunicato alla Provincia il Ministero dei trasporti. Durnwalder e Dellai: «I nostri timori si sono avverati, siamo molto delusi»
TRENTO. La concessione dell’autostrada del Brennero (A22), che scade il 30 aprile 2014, sarà assegnata con gara europea. Lo ha comunicato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al presidente della giunta provinciale di Bolzano Luis Durnwalder, che si dice molto deluso. «L’Anas è stata incaricata di indire subito la gara. I nostri timori si sono avverati», dice Durnwalder.
Da anni le due Province autonome di Bolzano e Trento e Autostrada del Brennero si battono a livello politico e giuridico per il prolungamento della concessione senza gara, impegnandosi in cambio a cofinanziare con gli utili il tunnel di base del Brennero.
Per il cosiddetto finanziamento trasversale sono già stati accantonati circa 500 milioni di euro. «Certamente - dice Durnwalder - parteciperemo alla gara. Nessuno può offrire condizioni così generose come noi, rinunciando all’utile a favore del tunnel del Brennero».
«Abbiamo ancora qualche freccia al nostro arco. La battaglia è difficilissima ma intendiamo giocarla fino in fondo». Così il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, sulla decisione d’incaricare l’Anas di ribandire la gara per la concessione dell’autostrada del Brennero A22. Riferisce che la notizia gli era stata anticipata ieri dal ministero e che «si tratta dell’ennesimo episodio di una lunga vicenda di totale incomprensione fra i soci pubblici di A22 e i Governi che si sono succeduti alla guida del Paese». «Questa decisione - aggiunge - non tiene conto di tutto ciò che è stato detto e scritto, anche nelle leggi dello Stato, negli ultimi anni, e rischia di impoverire il sistema-Paese del controllo di un’importante infrastruttura connessa alla porta dell’Italia verso l’Europa». Una valutazione espressa ieri al ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, nel corso di un colloquio telefonico. Ritiene infatti che la vicenda non sia conclusa «posto che la società e i soci pubblici non sono per nulla intenzionati a prendere semplicemente atto di questa decisione».