Apsp Pellizzano, tutti i dubbi dell’ex direttore 

La nomina revocata. In una lettera al Trentino, Silvano Gallina avanza una lunga serie di precise e dure osservazioni sull’operato del presidente Michele Bontempelli: «Chieda scusa agli ospiti»


Fabrizio Brida


Pellizzano. Tiene banco a Pellizzano il “giallo” legato alla selezione per la nomina del nuovo direttore dell’Apsp “dott. Antonio Bontempelli”, dopo che il consiglio d’amministrazione, presieduto da Michele Bontempelli, ha prima deliberato e poi revocato l’incarico al dottor Lorenzo Holler. Questo perché una candidata, inizialmente esclusa poiché carente – secondo la Commissione giudicatrice – di esperienza in ruoli direttivi come la maggior parte degli altri concorrenti, aveva inviato tramite il proprio avvocato una lettera di diffida all’amministrazione della Casa di riposo, chiedendo l’annullamento dei provvedimenti lesivi adottati nei suoi confronti e riaprendo di fatto la selezione.

Tre fatti anomali

Nella vicenda interviene ora Silvano Gallina, direttore dell’Apsp di Pellizzano fino all’agosto scorso e oggi in pensione, il quale, attraverso una lettera al Trentino, porta alla luce fatti e considerazioni legati alla selezione. A partire dalla composizione della Commissione giudicatrice del concorso. «Non entro nel merito delle capacità professionali dei singoli componenti della Commissione – scrive Gallina – ma risaltano subito tre fatti anomali: che in Commissione siano stati nominati due dipendenti del Bim dell’Adige, di cui Bontempelli è presidente di Vallata; che tutti i lavori della Commissione si siano tenuti presso la sede del Bim a Trento invece che a Pellizzano nella sede naturale della Apsp; infine, pur rispettando l’autonomia della Commissione, che il presidente non abbia stabilito i tempi entro i quali la Commissione doveva esperire i suoi lavori».

Assenza prolungata

A destare qualche perplessità, secondo Gallina, è anche il fatto che presidente e cda abbiano ritenuto normale che una struttura, seppur piccola (oltre settanta dipendenti che assistono settanta ospiti), possa rimanere per così tanti mesi senza un proprio direttore. È vero che c’è un sostituto, ma si tratta comunque di una presenza caratterizzata dalla provvisorietà e dalle scelte di necessità: «Diversi ospiti lamentano l’assenza di una figura importante che li ascolti, che li rassicuri, che si faccia concreto portatore dei loro interessi e delle loro lamentele – aggiunge l’ex direttore –. A loro qualcuno ha propinato la motivazione che il ritardo è dovuto alla solita burocrazia».

Un invito inopportuno

Gallina fa emergere poi un episodio quanto meno curioso. «Dieci giorni dopo l’insediamento del nuovo Cda, a luglio 2018, il presidente Bontempelli ha invitato proprio il dottor Lorenzo Holler a incontrare il Consiglio per spiegare lo statuto dell’azienda. Così disse allora. Sicuramente in previsione di un interesse futuro a concorrere alla carica di direttore risultava perlomeno una scelta inopportuna e fuori luogo». Il motivo? «Forse il presidente voleva far vedere al Consiglio di avere buoni rapporti con gli uffici regionali/provinciali, o forse predisponeva il Consiglio alla futura scelta del direttore, o altro ancora – spiega Gallina –. Tutto questo serviva? Assolutamente no, perché comunque il direttore lo andava a scegliere il presidente con il Cda tra la rosa di candidati ritenuti idonei». Modalità questa, prevista dalla nuova normativa, su cui secondo Gallina ci sarebbe molto da dire. Così come sulla divisione dei poteri tra Organo politico e Organo gestionale, o sulla possibilità data al Cda di stabilire lo stipendio del direttore da un importo lordo di 67 mila euro a 110 mila euro annui.

«Doverosa autocritica»

«Bontempelli naturalmente difende il proprio operato e quello della Commissione Giudicatrice – conclude Silvano Gallina – quando forse dovrebbe fare una doverosa autocritica sulla nomina di questa Commissione, chiedere scusa agli ospiti che pagano una retta dove è compreso il costo per avere un direttore, al personale che da otto mesi aspetta di avere una guida stabile e magari anche ai candidati del concorso, che in questo posto di lavoro avevano riposto le loro speranze e da mesi aspettano una vana risposta».

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