Alle Plaze si sta girando il thriller su Curon Venosta 

La serie tv che andrà in onda su Netflix. La troupe romana al lavoro in questi giorni ha scelto il lago di Santa Giustina per alcune riprese al posto di quello di Resia perché l’acqua è più calda

di Fabrizio Brida

Predaia. La spiaggia delle Plaze e il lago di Santa Giustina sbarcheranno a breve su Netflix. La troupe romana che sta girando la serie tv “Curon” per la casa di produzione milanese Indiana Production tra Roma e l’Alto Adige, mercoledì sera ha fatto tappa in Val di Non, proprio sulla spiaggia adiacente al parco nel quale sono in via di ultimazione i lavori di riqualificazione e valorizzazione. La macchina da presa ha catturato alcune scene in acqua, effettuando delle riprese di dettagli a partire dalle 18 fino a mezzanotte.

Nella serie che andrà in onda sulla piattaforma Netflix, però, del paesaggio noneso si vedrà poco o probabilmente nulla, non si riconosceranno il lago di Santa Giustina e la spiaggia di Dermulo. La serie è infatti ambientata a Curon Venosta, in provincia di Bolzano, dove si trova il lago artificiale di Resia, ma la casa di produzione ha fatto richiesta al Comune di Predaia di poter girare delle scene in acqua perché, come spiega il direttore di produzione, «il lago di Santa Giustina è congeniale per certe riprese e la temperatura dell’acqua è più calda». La vicenda ha per protagonista una madre che torna nel misterioso villaggio natale nel Nord Italia con i suoi figli adolescenti, per scoprire che si può scappare dal proprio passato ma non da se stessi. “Curon” viene descritta come una serie drammatica dai risvolti sovrannaturali.

Nel territorio di Curon Venosta si trova il lago artificiale di Resia, realizzato per la produzione di energia elettrica. Nel 1950 la costruzione di una grande diga unificò i tre laghi naturali che si trovavano nelle vicinanze: il lago di Resia, il lago di Curon e il lago di San Valentino alla Muta. A seguito di questa operazione 163 case e 523 ettari di terreno coltivato furono inghiottiti dall’acqua. L’abitato abbandonato di Curon fu quindi sommerso dal lago artificiale e il paese fu ricostruito più a monte. Oggi, a testimonianza di quello che si cela nelle profondità del lago, rimane il campanile solitario che svetta dalle acque.

Dopo le riprese realizzate un paio d’anni fa per il docufilm “Nel Segno di Padre Kino”, che hanno interessato un po’ tutto il territorio comunale, Predaia – anche se stavolta non da protagonista – è tornata dunque nell’occhio della cinepresa. Per la soddisfazione del sindaco Paolo Forno. «Ci fa piacere che un pezzetto di Predaia rientrerà in una serie su Netflix – dichiara Forno –. Alla richiesta dei produttori di usufruire delle Plaze per girare alcune scene abbiamo risposto subito positivamente. Probabilmente anche grazie ai lavori che stiamo portando a termine, l’area ha destato l’interesse della troupe, che ha scelto le Plaze per realizzare queste riprese».

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