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Coldiretti: nella Ue verso condizioni di maggiore sicurezza e remunerazione per i contadini

L'associazione dopo il voto odierno al Parlamento europeo: «Rafforza la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare, in una situazione dove, per ogni euro speso dai consumatori in prodotti trasformati, appena 6 centesimi finiscono nelle tasche delle aziende agricole, con remunerazioni spesso inferiori ai costi di produzione»

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Il voto della commissione agricoltura del Parlamento europeo "rafforza la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare, in una situazione dove per ogni euro speso dai consumatori in prodotti trasformati appena 6 centesimi finiscono nelle tasche delle aziende agricole, con remunerazioni spesso inferiori ai costi di produzione". 

È quanto afferma la Coldiretti, soddisfatta dell'approvazione della relazione sulla revisione dell'organizzazione comune dei mercati (Ocm).

"Grazie all'azione di Coldiretti, in accordo con le organizzazioni Asaja, Coag e Upa della Spagna e Fnsea della Francia - sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - si è evitato un pericoloso accordo al ribasso, paradossalmente sostenuto da altre organizzazioni come il Copa, Comitato delle organizzazioni professionali agricole della Comunità europea, che avrebbe indebolito ulteriormente la posizione degli agricoltori nella catena del valore".

Il rafforzamento dei rapporti contrattuali è, infatti, fondamentale per correggere lo squilibrio persistente nella filiera agroalimentare e offrire agli agricoltori maggiore sicurezza e prevedibilità.

Sempre nell'ambito della tutela delle aziende agricole, sottolinea Coldiretti, va la richiesta della Comagri per introdurre un quadro solido e completo per la tutela delle denominazioni dei prodotti a base di carne contro il fenomeno del cosiddetto 'meat sounding', un uso distorto che orienta le scelte dei consumatori verso prodotti in molti casi arricchiti con additivi, coadiuvanti e sostanze di sintesi per edulcorare sapori e modificare colori.

IL COMUNICATO DI COLDIRETTI

Insieme alle organizzazioni di Francia e Spagna è stato scongiurato il compromesso al ribasso sostenuto dal Copa

Il voto della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo rafforza la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare, in una situazione dove per ogni euro speso dai consumatori in prodotti trasformati appena 6 centesimi finiscono oggi nelle tasche delle aziende agricole, con remunerazioni spesso inferiori ai costi di produzione. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere soddisfazione per l’approvazione della relazione di Céline Imart (PPE) sulla revisione dell’Organizzazione Comune dei Mercati (Ocm) che accoglie molte delle proposte avanzate dalla più grande organizzazione agricola d’Italia e d’Europa. 

“Grazie all’azione di Coldiretti, in accordo con le organizzazioni Asaja (Spagna), Coag (Spagna), Fnsea (Francia) e Upa (Spagna), si è evitato così un pericoloso accordo al ribasso, paradossalmente sostenuto da altre organizzazioni, come ad esempio il Copa, che avrebbe indebolito ulteriormente la posizione degli agricoltori nella catena del valore” sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. 

La Commissione Agricoltura dell’Europarlamento ha, infatti, votato per l’introduzione di contratti scritti obbligatori all’interno delle filiere agroalimentari,  riducendo significativamente le esenzioni previste dalla iniziale proposta della Commissione Ue. Oltre a ciò, si riconosce la necessità di tenere conto dei costi di produzione nella fissazione del prezzo pagato all’agricoltore. 

"Un’azione -afferma il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi- che si inserisce nella battaglia portata avanti in questi anni dalla Coldiretti contro le pratiche sleali per garantire un giusto reddito alle aziende agricole, senza che siano costrette a vendere sistematicamente i loro prodotti al di sotto dei costi di produzione. Il rafforzamento dei rapporti contrattuali è, infatti, fondamentale per correggere lo squilibrio persistente nella filiera agroalimentare e offrire agli agricoltori maggiore sicurezza e prevedibilità".

Sempre nell’ambito della tutela delle aziende agricole va la richiesta della Comagri dell’introduzione rapida di un quadro solido e completo per la tutela delle denominazioni dei prodotti a base di carne contro il fenomeno del cosiddetto “meat sounding”, ovvero della tendenza a utilizzare nomi come “burger”, “salsiccia” o “bistecca” per composti a base vegetale o magari fatti in laboratorio. Un uso distorto che orienta le scelte dei consumatori verso prodotti in molti casi arricchiti con additivi, coadiuvanti e sostanze di sintesi per edulcorare sapori e modificare colori. Una battaglia portata avanti da anni dalla Coldiretti che trova una risposta concreta nella misura proposta dalla Comagri per prevenire pratiche ingannevoli e sostenere il settore zootecnico europeo.

Il voto rappresenta dunque un segnale politico di grande rilievo poiché dimostra – rileva Coldiretti Trentino Alto Adige – che la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo è pronta a rispondere alla sfida urgente del reddito agricolo, che rimane strutturalmente al di sotto della media. Un passo essenziale non solo per la sostenibilità economica delle aziende agricole, ma anche per rafforzare la sovranità e la sicurezza alimentare dell’Unione europea, in un momento caratterizzato da crescenti tensioni commerciali e fosche prospettive per il futuro Quadro finanziario dell’Unione, che il Parlamento europeo sarà ora chiamato a confermare in plenaria entro fine anno .













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