Montagna

Un tragico inverno sulle montagne dell’Euregio: 40 vittime delle valanghe

La stagione appena conclusa ha registrato numeri molto pesanti tra incidenti, feriti e persone travolte, nettamente al di sopra della media: in Trentino i morti sono stati sei. Decisivi il manto nevoso fragile, le nevicate intense, il vento e gli sbalzi di temperatura

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Un inverno eccezionale e drammatico per le valanghe nell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino. Il bollettino valanghe ha registrato 9,1 milioni di visite in una sola stagione, nuovo record dopo i 5,7 milioni dell’inverno precedente e i circa cinque milioni del 2023/24.

L’ultimo bollettino sarà pubblicato sabato 2 maggio, alle 17, con le previsioni per il 3 maggio. In totale il servizio è rimasto attivo per 156 giorni, confermandosi uno strumento centrale per scialpinisti, freerider e appassionati di montagna.

Il bilancio degli incidenti è però molto pesante: 62 eventi valanghivi, 40 vittime e 34 feriti. In Tirolo sono stati registrati 36 episodi, con 18 morti e 27 feriti. In Alto Adige gli incidenti sono stati 17, con 16 vittime e cinque feriti. In Trentino nove eventi hanno provocato sei morti e due feriti.

Alla base della stagione più difficile c’è stato un manto nevoso fragile, segnato da strati deboli persistenti, aggravato poi dalle nevicate tra metà gennaio e fine febbraio. Dal 16 al 25 febbraio il grado di pericolo 4, forte, è stato emesso per dieci giorni consecutivi. Complessivamente il livello 4 è comparso 19 volte durante l’inverno, mentre dal 25 gennaio al 7 marzo il grado 3, marcato, è rimasto in vigore per 32 giorni consecutivi. Oltre 500 le valanghe provocate da persone, contro le 200 della stagione precedente.

«I nostri pensieri vanno a tutti i familiari», hanno dichiarato Anton Mattle, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher, sottolineando il valore del monitoraggio e della comunicazione del rischio. Anche dopo la fine delle previsioni giornaliere, eventuali situazioni critiche saranno segnalate sul blog di valanghe.report.













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