Biodiversità e natura in Trentino: una sfida che si vince insieme
A Baselga di Piné il convegno per i 40 anni della legge sui biotopi
Esperti, istituzioni e rappresentanti del territorio a confronto sulle sfide della conservazione. Dagli organizzatori l’impegno a proseguire il dialogo e a elaborare un documento condiviso per orientare le future scelte sulla tutela della natura in Trentino. La tutela della biodiversità in Trentino richiede obiettivi chiari e misurabili, attenzione ai processi ecologici e una gestione del territorio che non si fermi ai confini delle aree protette. Ma soprattutto richiede il coinvolgimento e la collaborazione di tutti i soggetti che, con ruoli e responsabilità differenti, operano sul territorio.
È questo il messaggio emerso dal convegno “Biodiversità e Natura in Trentino”, che ieri ha richiamato un pubblico numeroso e attento al Centro Congressi di Baselga di Piné, in occasione dei 40 anni della legge sui biotopi. Promossa dalla Commissione Tutela Ambiente Montano della SAT, dal Comitato Laghi di Piné, dalla Società di Scienze Naturali del Trentino e da Italia Nostra con INU Trento, l’iniziativa ha riunito importanti voci della conservazione della natura a livello locale e nazionale, insieme a numerose realtà coinvolte nella gestione, nel monitoraggio e nella fruizione del patrimonio naturalistico trentino.
L’obiettivo era favorire il dialogo e lo scambio di vedute sui temi della biodiversità e della sua tutela, mettendo a confronto conoscenze scientifiche, esperienze e responsabilità differenti. La sessione del mattino è stata dedicata alle aree protette. Gli interventi di Cesare Lasen, Lucio Sottovia e Bruno Zanon hanno ricostruito il percorso storico, culturale, politico e di pianificazione che ha accompagnato la nascita dei primi biotopi e dei parchi naturali. Un sistema di conservazione che, nel corso degli anni, si è progressivamente arricchito e diversificato, attraverso nuove forme di tutela e di gestione del territorio. Dai contributi dei due musei trentini, Fondazione Museo Civico di Rovereto e MUSE, è emerso come, accanto al valore naturalistico che ancora caratterizza molte di queste aree, sia necessario fare i conti con la rapidità dei cambiamenti in atto e prestare particolare attenzione alle esigenze ecologiche delle specie più sensibili.
A concludere la riflessione sulle aree protette sono stati Alessandro Chiarucci e Luigi Boitani, che hanno offerto ulteriori elementi per interrogarsi su come orientare le scelte di conservazione della natura e della biodiversità in Trentino e su come restituire pieno valore alle aree protette come strumento politico di conservazione. Dai loro interventi sono emerse alcune priorità: individuare obiettivi di tutela precisi e misurabili, privilegiare la conservazione dei processi ecologici rispetto alla sola protezione di uno spazio, identificare con trasparenza e rigore le aree prioritarie per la conservazione.
A queste si aggiunge la necessità di occuparsi della gestione del territorio anche al di fuori dei confini dei siti protetti, secondo una visione di rete ecologica diffusa. Partendo da queste riflessioni, il pomeriggio è stato dedicato al confronto tra i diversi portatori di interesse, attraverso quattro tavole rotonde dedicate ad altrettanti ambiti fondamentali per la biodiversità del Trentino: acque, agricoltura, foreste e alte quote.
Ponendo al centro la questione ambientale, rappresentanti dei servizi provinciali, del comparto agricolo e zootecnico, della gestione forestale e idrica, del turismo e dell’associazionismo ambientale hanno messo a confronto le proprie idee ed esperienze. Ciascun settore ha portato all'attenzione dei partecipanti le principali sfide che si trova ad affrontare, ma anche le opportunità che una maggiore attenzione alla natura può rappresentare per rendere più sostenibili le rispettive attività.
Il dibattito ha permesso di approfondire la complessità delle questioni legate alla biodiversità, evidenziando quanto le scelte di conservazione siano strettamente connesse alla gestione delle risorse naturali, alle attività economiche e alle diverse forme di utilizzo del territorio. È emersa così l'importanza di mantenere aperto il confronto tra il mondo scientifico, le istituzioni, i settori produttivi e le associazioni, affinché la tutela della natura possa trovare spazio nelle decisioni che riguardano il futuro del Trentino.
Il convegno si è concluso con l’impegno degli organizzatori a proseguire il dialogo avviato a Baselga di Piné, coinvolgendo le numerose realtà presenti nella giornata. L’obiettivo è elaborare un documento condiviso che raccolga e sintetizzi le riflessioni, le indicazioni e le proposte emerse dalle relazioni e dalle quattro tavole rotonde, per contribuire a orientare le future scelte sulla conservazione della natura e della biodiversità in Trentino.