Ski Alp Race Dolomiti di Brenta: Bon Mardion, veloce come la Ducati
Il transalpino trionfa a Campiglio e si porta a casa la Hypermotard
MADONNA DI CAMPIGLIO. Il problema più grande, dopo aver vinto ieri la Ski Alp Race Dolomiti di Brenta, per William Bon Mardion, era come portarsi a casa la Ducati Hypermotard, super premio per il vincitore assoluto. Nessun problema invece per Roberta Pedranzini e Francesca Martinelli che sono arrivate "a manina" con Kilian Jornet Burgada, rallentato dal mal di schiena.
Bella gara, quella di Campiglio, a detta di molti una delle più belle in assoluto. Erano in 350 alla 37esima edizione, con una giornata splendida, un percorso eccezionale, una partecipazione di classe e soprattutto un premio assolutamente da urlo per il vincitore, una Ducati Hypertmotard che ha richiamato sulle Dolomiti di Brenta - qualora ve ne fosse il bisogno, la crema dello scialpinismo mondiale.
Partenza dal Rifugio Boch, in un anfiteatro dolomitico impareggiabile, ma dopo il "via" il ritmo si è fatto subito incandescente. Sono stati i francesi ad accendere la miccia, Bon Mardion per primo, Blanc poi, e con loro c'era anche il campione del mondo Jornet Burgada. Ma gli azzurri hanno risposto per le rime con Lenzi, Reichegger, Lanfranchi e Giacomelli. E dietro di loro una lunga fila di appassionati.
Tra le donne Martinelli e Pedranzini hanno ingranato subito la marcia andando a stuzzicare più di un maschietto, mentre la terza, Orietta Calliari, navigava molto più staccata. Quando la gara ha proposto le 50 interminabili inversioni che salivano a Cima Grostè, (2.852 metri sul livello del mare) i più forti hanno allungato staccandosi dal gruppone. Bon Mardion ha messo un pizzico di pepe in più nell'azione, lui che è il re delle discese aveva un bel passo anche all'insù ed infatti, inversione su inversione, ha accumulato un vantaggio notevole, ma il richiamo della Ducati ha allettato anche Lenzi che nelle ultime tornate ha veramente dato fondo a tutte le energie guadagnando la testa, pronto a sgasare («in quel momento - ha detto all'arrivo Lenzi - mi sentivo già in sella alla Hypermotard!»). Del resto, l'azzurro sapeva bene che in discesa Bon Mardion non usa i... freni, e così ha cercato di giocare d'anticipo.
Ma quando si è tuffato giù dal Campaniletto dei Camosci, Bon Mardion sembrava "volare". Il francese è arrivato primo al successivo cambio pelli e poi per lui la gara è stata solo una passerella. Con 1'50" a metà gara sul secondo, Blanc, e su Lenzi, il transalpino nel finale ha tirato il fiato, ma forse non aveva calcolato il recupero di Blanc che si è avvicinato pericolosamente, e pure Lenzi non ha allentato la presa e si è aggrappato a vista alla coppia francese.
L'arrivo ha visto transitare per primo Bon Mardion, con un tempo decisamente interessante, 1h49'41" (considerato che erano ben 1.835 i metri di dislivello su 18 chilometri). Didier Blanc ha fatto di tutto per centrare la vittoria, se ne è tornato a casa col secondo posto per 40" e davanti all'irriducibile Damiano Lenzi. L'atteso Reichegger è sempre stato nella mischia e per lui il quarto posto è un giusto premio per una giornata di grande agonismo. Peccato per Follador che era tra i primi, poi la rottura di un attacco lo ha costretto ad alzare bandiera bianca.
La cronaca della gara femminile ha poco da raccontare. Pedranzini e Martinelli hanno corso sempre attaccate, anche per testare il prossimo impegno della Gran Course. A dire il vero la Pedranzini, in un attimo di disattenzione, ha sbagliato tracciato nell'imboccare la prima discesa, buon per lei che la Martinelli l'ha aspettata mentre risaliva il versante con gli sci in mano. Terza la trentina Orietta Calliari.
La gara dei giovani ha visto il successo tra gli Junior di Mirko Ferrari e Stefania Casari e tra i Cadetti di Federico Nicolini.
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