Il regista Vicari: per girare "Bianco" uno sforzo mai visto prima
Il cineasta, ospite del Film Festival, ha illustratro il lavoro per il film, ora in postproduzione, con Alessandro Borghi nel ruolo di Walter Bonatti: nel 1961 il tentativo di risolvere l’ultimo grande “problema” delle Alpi, sul Pilone centrale del Freney, si trasformò in dramma nazionale, con quattro scalatori morti nella tempesta
CAI Parla Sofia Farina: il progetto "Oltre la vetta" con podcast
PODCAST Andreozzi: raccontare la montagna senza nasconderne il rischio
"Non è un film che si può fare come altri, dove una volta finito di girare torni a casa e lasci il lavoro sul set. È un impegno fisico e mentale che ti porti continuamente dietro".
Intervistato nel corso delrecente Trento Film Festival, il regista Daniele Vicari descrive la lavorazione di "Bianco", film ora in fase di post-produzione, che racconta la tragedia del 1961 sull'allora inviolato Pilone del Frêney, sul Monte Bianco, dove morirono quattro alpinisti su sette durante la discesa successiva lungo il ghiacciaio.
Tra i superstiti, anche Walter Bonatti, mito dell'alpinismo italiano degli anni 50 e 60. Il lungometraggio è tratto dal libro "Frêney 1961, La tempesta sul Monte Bianco" di Marco Albino Ferrari, che insieme a Massimo Gaudioso, Francesca Manieri e Daniele Vicari, firma soggetto e sceneggiatura. Per girarlo c'è stato uno sforzo produttivo volto a garantire l'aderenza visiva alla realtà.
"Sono state realizzate pareti di roccia alte 12 metri, ottenute tramite calchi del granito del Pilone, e utilizzate flycam per seguire i movimenti degli attori durante le scalate.
È la prima volta che nel cinema italiano si fa un film così, dove ogni dettaglio, dal modo in cui gli attori piantano i chiodi alla densità della nebbia che li avvolge, è studiato per non far percepire allo spettatore il confine tra la realtà della montagna e la finzione del teatro di posa", ha raccontato Vicari.
"L'intento era usare una voce onnisciente che racconta tutto quanto dall'alto, calandosi di volta in volta nelle varie prospettive. Un lavoro di cucitura delle varie testimonianze che il film racchiude interamente nella montagna, con un'unità di luogo e di tempo in cui tutto si consuma in pochi giorni, in un crescendo", ha commentato Ferrari.
A interpretare il ruolo iconico di Walter Bonatti sarà Alessandro Borghi, affiancato da un cast di giovani attori italiani e francesi che hanno affrontato una prova durissima.
Le riprese, effettuate tra i set in teatro di posa, gli oltre 3.500 metri del bivacco della Fourche sul Monte Bianco e anche in alta Val Venosta, hanno permesso di ricostruire con realismo l'ambiente ostile e maestoso in cui si è consumata la tragedia.
l film racconta la spedizione di Walter Bonatti e due suoi abituali compagni di cordata, Andrea Oggioni e Roberto Gallieni, alla conquista dell'inviolato Pilone Centrale del Frêney.
Nell'avvicinamento alla meta, al bivacco della Fourche, gli italiani incontrano una cordata di quattro francesi, guidata da Pierre Mazeaud. Decidono di partire insieme: è l'alba del 10 luglio 1961.
La scalata inizia e rapidamente i sette alpinisti sono prossimi all'obiettivo quando, inaspettatamente, si scatena una tempesta di neve e vento. Un incubo che blocca tutti su strettissimi terrazzini per quattro giorni e quattro notti, al freddo e senza cibo. Ed è l'inizio della tragedia.
Oltre Alessandro Borghi, il cast è composto da Pierre Deladonchamps, Finnegan Oldfield, Marlon Joubert, Quentin Faure, Alessio Del Mastro, Jonas Bloquet.
Il direttore della fotografia è Gherardo Gossi, la scenografia di Marta Maffucci, i costumi di Emmanuelle Youchnovski, il suono di Alessandro Palmerini, il montaggio di Benni Atria e la musica di Luca D'Alberto.
Bianco - una coproduzione Italia, Francia, Belgio - è prodotto da Mattia Guerra, Laurent Fumeron, Joseph Rouschop, Eva Curia. È una produzione Be Water Film con Rai Cinema, The Project Film Club, Tarantula con il contributo del MIC-DGCA Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo, con il sostegno di Idm Film & Music Commission Südtirol, di Fondazione Film Commission Vallée d'Aoste e di Wallimage, in collaborazione con Moncler, con il sostegno di BCC Valdostana e del Club Alpino Italiano e il patrocinio dei Comuni di Courmayeur e di Chamonix e con Skyway Monte Bianco come partner location.