Il nuovo Annuario della Sat: «Luogo di dialogo per voci della montagna»
Presentato stasera, 16 dicembre, a Trento, il primo numero (Sentieri 2026) della nuova stagione dell'opera, che evoca quella storica stampata dal 1874 al 1931. Il curatore, Leonardo Bizzaro: «È stato per decenni una finestra sulla montagna trentina e sulle sue tensioni culturali. Riprenderne il filo oggi significa riconoscere che abbiamo ancora bisogno di un luogo dove il pensiero possa rallentare, approfondire, raccontare»
ONLINE Annuari della Sat, la montagna trentina dal 1874 al 1931
IL LIBRO Paolo Rumiz nei luoghi del 1915-1918: l’assurdità della guerra
ROMANZO Lorenza Gentile, "La volta giusta" in un paesino di montagna
È stato presentato questa sera, martedì 16 dicembre, nella sede centrale di Trento, l’Annuario della Sat: una pubblicazione storica che rinasce dopo 94 anni (fu stampata dal 1874 al 1931) . Quella che fu la prima pubblicazione scientifica periodica del Trentino, torna nelle case dei soci e prossimamente anche in libreria.
Il curatore della nuova edizione è il giornalista Leonardo Bizzaro, affiancato da Rodolfo Taiani e Bruno Zanon. L'Annuario si presenta con una veste rinnovata e un progetto culturale ambizioso: «È stato per decenni - osserva Bizzaro - una finestra sulla montagna trentina e sulle sue tensioni culturali. Riprenderne il filo oggi significa riconoscere che abbiamo ancora bisogno di un luogo dove il pensiero possa rallentare, approfondire, raccontare. Per questo primo numero abbiamo voluto radunare firme diverse, competenze molteplici e sguardi non solo locali, affinché diventi un punto di riferimento per chiunque cerchi una lettura ampia, critica e appassionata del mondo della montagna».
Alla presentazione odierna, nella Casa della Sat, ha partecipato un folto pubblico, oltre al presidente del sodalizio, Cristian Ferrari, ai curatori e ai collaboratori dell’Annuario, è intervenuto l'assessore comunale Alberto Pedrotti.
«Con il ritorno dell’Annuario - dice Ferrari - la Sat recupera un pezzo importante della propria storia editoriale e restituisce alla comunità della montagna uno strumento di riflessione, conoscenza e dialogo.
Questa pubblicazione non vuole essere solo un contenitore di attività, ma un luogo in cui la nostra identità possa esprimersi con profondità, mettendo in relazione passato, presente e futuro».
Gli fa eco Bizzaro: «L’Annuario nasce come un ponte tra passato e futuro, un invito alla lettura e al pensiero, ma soprattutto un luogo in cui le voci della montagna – nella loro pluralità – possano ritrovarsi e dialogare».
Questo strumento editoriale, ricorda la Società alpinistica, ha accompagnato le vicende della Sat dal 1874, due anni dopo la fondazione, fino al 1931: ha raccontato la storia della montagna, i suoi problemi e le sue trasformazioni, le imprese alpinistiche e i dibattiti culturali dell’epoca.
Tra i collaboratori comparivano figure di primo piano come l’abate Antonio Stoppani e Giovanni Canestrini, primo traduttore italiano di Darwin. Il valore e la vivacità del progetto furono tali che, nel 1876, un numero venne persino sequestrato dal governo austriaco.
«La nuova edizione trae forza da questa lunga tradizione, ma guarda al presente: si propone come uno spazio di narrazione lenta e profonda, capace di restituire memoria e prospettiva a chi vive la montagna.
Non si limita a raccogliere esperienze: offre riflessioni, approfondimenti, sguardi diversi e competenze molteplici.
In questo primo numero scrittori, giornalisti, docenti universitari e studiosi hanno contribuito con saggi storici, descrizioni di itinerari, monografie naturalistiche e resoconti di esplorazioni, tra cui le recenti scoperte degli speleologi nell’abisso del Laresòt in Brenta.
Ampio spazio viene dedicato anche a discipline in evoluzione, come il trail running e l’arrampicata sportiva, che quest’anno celebra quarant’anni. Due focus tematici arricchiscono ulteriormente il volume: la proliferazione dei cammini lenti in Trentino – oggi tredici – e le Olimpiadi invernali, colte nelle loro opportunità e criticità a pochi mesi dal loro avvio.
Anche la veste estetica assume un ruolo centrale: ogni uscita sarà caratterizzata da un’opera d’arte realizzata appositamente per la pubblicazione. Per questa edizione la copertina è firmata dall’artista genovese Corrado Zeni, che ha interpretato il tema dei cammini e la pluralità dei loro frequentatori.
Il ritorno dell’Annuario si inserisce in un percorso più ampio di rinnovamento editoriale. Nella storia della Sat, infatti, un ruolo fondamentale è stato svolto dal Bollettino, nato nel 1904 come voce viva dell’associazione e capace, per oltre un secolo, di accompagnarne la crescita e di registrarne passo dopo passo la storia.
Il Bollettino ha proseguito le pubblicazioni fino allo scorso settembre e lascia ora spazio a una formula più ampia, letteraria e riflessiva, che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini».