Fra i silenzi e le emozioni sotto lo sguardo maestoso dell'Agner
Un percorso ad anello, nel gruppo delle Pale di San Martino, per un'immersione nella natura in un angolo meno frequentato e di straordinaria bellezza: da Frassenè Agordino (Belluno) al rifugio Scarpa e malga Luna, con panorami incantevoli sulle Dolomiti e sentieri nel bosco profondo
FOTOGALLERY Malga Luna e rifugio Scarpa, nei boschi sotto le rocce dell'Agner
VALSUGANA Le Grave, un ambiente lunare fra pini bonsai e panorami
PAGANELLA Doss Castel, sulle tracce dei cacciatori mesolitici
Le Pale di San Martino sono il gruppo più esteso delle Dolomiti e anche un'area molto frequentata da escursionisti, alpinisti e sciatori.
Ma questo scrigno roccioso, fra Trentino orientale e provincia di Belluno, con i suoi paesaggi da favola, custodisce anche non poche aree meno battute dai grandi flussi, vuoi perché sono poco infrastrutturate vuoi per i percorsi talvolta faticosi.
Un luogo dove ancora regnano i silenzi e le emozioni nella natura è quello si estende ai piedi del versante meridionale del monte Agner, cima celebre per la verticalissima parete nord di oltre 1500 metri, la più alta delle Dolomiti e fra le principali delle Alpi, conquistata la prima volta nel 1921 (mentre la prima spedizione in vetta dalla via normale, sul lato sud, risale al 1875).
Siamo in Agordino (Belluno), sopra il paese di Voltago e la sua frazione Frassené. Da quest'ultima partono vari percorsi che si inoltrano nella foresta regalando salite ricche di sorprese paesaggistiche e naturalistiche.
Malga Luna e rifugio Scarpa, percorso nei boschi sotto le rocce dell'Agner
Nella zona spettacolare delle Pale di San Martino, un giro ad anello per un'immersione invernale nella natura, con salita da Frassenè Agordino (Belluno) al rifugio Scarpa-Gurekian (Cai Agordo, quota 1.735), in un percorso di grande fascino, che d'estate si può estendere lungo il sentiero naturalistico Miniussi, attraverso prati fioriti, con passaggio anche alla panoramica Pala della Madonna [foto: Zenone Sovilla] - L'ARTICOLO SULL'ITINERARIO
Il versante è caratterizzato, nella parte centrale, dalla presenza di una pista da sci dismessa ormai da decenni, a ovest si estende un'affascinante foresta sotto il Col de Luna, a est si sviluppa il sentiero naturalistico Fabio Miniussi con le sue bellezze botaniche. Quest'ultimo è un percorso sotto le rocce, che d'estate attraversa prati fioriti, con passaggio anche alla panoramica Pala della Madonna.
Quello illustrato nelle immagini di questo articolo è invece un giro ad anello in contesto invernale, ovviamente replicabile anche nelle altre stagioni, da Frassené (parcheggio) al soprastante rifugio Scarpa Gurekian (quota 1.735, punto più alto del nostro itinerario). Il rifugio è intitolato al pittore veneziano Enrico Scarpa, che qui ebbe l'atelier, e all’ingegnere Ohannes Gurekian, alpinista, fondatore della Pro loco e presidente del Cai di Agordo cui appartiene la struttura.
Il rifugio, che rappresenta un punto d'appoggio ma anche di informazione di qualità autenticamente montana, gestito dagli esperti Alessandro Marinello e Lucia Melison, si raggiunge, per la via più breve, in un'ora e mezzo (d'inverno anche due), dal centro di Frassenè (parcheggio), sulla Costa d’Agaréi, tramite stradina intersecata da un più diretto sentiero (segnavia Cai 771).
Da quassù, con l'Agner e la Croda Granda sovrastanti alle spalle, il panorama è bellissimo anche verso la Moiazza, il gruppo di San Sebastiano, si vede nitidamente anche il versante nord del monte Schiara con la sua celebre Guselà del Vescovà, il pinnacolo che sul lato meridionale è ben visibile anche dalla città di Belluno.
Lo Scarpa è anche un punto di partenza importante per gli scalatori: la cima si raggiunge con tre possibili itinerari alpinistici attrezzati, tutti impegnativi: la via normale da est, la ferrata Stella Alpina e la salita del Canalone.
Il successivo rientro dal rifugio prosegue in direzione ovest, nel bosco, lungo i segnavia 772 e 773, passando dapprima alla suggestiva malga Luna e poi costeggiando il torrente Pissandol, attraversato su un ponticello quando ormai si è nelle vicinanze del paese, dove sono presenti anche locali per un ristoro.
Si tratta di un percorso ben segnalato, che specialmente nel rientro offre un'esperienza particolarmente immersiva nella natura, prima di guadagnare una stradina nel tratto finale per il ritorno al parcheggio.
Altri percorsi possibili per il rifugio Scarpa sono da Forcella Aurine, quota 1.297, valicando il verde Col di Luna; da Voltago Agordino per Zérve e Malga Agnèr; da Taibon per Fasón. Da segnalare fra le escursioni possibili dal rifugio, anche il bivacco Menegazzi, a quota 1.737 metri, situato in una radura d'alpeggio sotto la Croda Granda.
Fra l'altro, sabato 18 aprile, il gruppo giovani della sezione di Belluno del Cai propone un'escursione al rifugio Scarpa partendo da Frassenè, lungo il percorso di salita descritto in questo articolo.
Lo stesso giorno, è in programma anche un'uscita di arrampicata sulla falesia di Frassenè Agordino, in località Laghetti, promossa dal gruppo di alpinismo giovanile, con il supporto degli istruttori della scuola di alpinismo e scialpinismo della stessa sezione bellunese.
La falesia è costituita da un enorme masso di roccia “Dolomia” abbandonato 10.000 anni fa dal ghiacciaio: sono presenti 27 vie di arrampicata, di diversa difficoltà.
Informazioni sulle due iniziative nel sito del Club alpino italiano di Belluno.