Dal 1972 alla vetta: ritrovato sui monti Kaçkar, in Turchia, il messaggio di alpinisti italiani
Nascosto in una lattina sotto un cairn a 3.428 metri, un biglietto lasciato oltre mezzo secolo fa da una spedizione del Club Alpino Italiano di Pordenone riporta alla luce una delle prime ascensioni documentate della cima Atalanı, oggi destinata a diventare memoria storica in un museo dell’alpinismo del Mar Nero orientale
Nel corso di una salita effettuata circa sei settimane fa sui monti Kaçkar, nella regione turca affacciata sul Mar Nero orientale, un gruppo di alpinisti ha riportato alla luce una testimonianza inattesa del passato. A riportarlo l'Harriyet Daily News.
Poco sotto la cima, gli escursionisti hanno individuato un cairn, il tradizionale cumulo di pietre che segnala il punto più alto di una vetta. Al suo interno era nascosta una lattina, tenuta ferma da alcuni sassi, che custodiva un foglio di carta protetto da plastica e datato 20 agosto 1972.
Sul biglietto comparivano i nomi di alcuni alpinisti italiani appartenenti al Club Alpino Italiano di Pordenone. Le successive verifiche hanno permesso di stabilire che il documento era stato lasciato da una spedizione italiana che aveva raggiunto la vetta proprio nel 1972. I membri del gruppo avevano allora tra i 23 e i 32 anni; tra loro figuravano Enzo Laconca e Giovanni Martin.
A fornire ulteriori dettagli è stato Metin Çolak, presidente del club, secondo cui la montagna — conosciuta come Atalanı— si eleva fino a circa 3.428 metri ed è una cima solitaria e poco frequentata nel cuore della catena dei Kaçkar.
«La cosa più sorprendente», ha raccontato Çolak, «è sapere che degli alpinisti italiani si trovavano nello stesso identico luogo più di mezzo secolo fa. Quando quel messaggio fu lasciato, nessuno di noi era ancora nato».
Dalle ricerche è emerso inoltre che una spedizione cecoslovacca aveva già conquistato la vetta nel 1969, collocando così l’impresa italiana tra le prime ascensioni documentate.
Hakan Demirci, altro membro del club, ha riferito che gli alpinisti italiani sono stati informati del ritrovamento e hanno accolto con entusiasmo l’idea di conservarlo come reperto storico.
L’intenzione del gruppo turco è infatti quella di destinare il biglietto e il contenitore a un futuro museo dell’alpinismo dedicato al Mar Nero orientale. «Se il progetto andrà in porto», ha concluso Demirci, «ci hanno fatto sapere che sarebbero lieti di partecipare all’inaugurazione».
(Foto Wikimedia Commons: Alexkom000)