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Concluse in val Venosta le riprese di "Bianco", il film sulla tragedia alpinistica del 1961

La pellicola di Daniele Vicari, con Alessandro Borghi nel ruolo del grande Walter Bonatti, narra il tentativo di risolvere l’ultimo grande “problema” delle Alpi, sul Pilone centrale del Freney: fu un vero dramma nazionale, con quattro scalatori morti nella tempesta. Il film è tratto dal libro Frêney 1961. La tempesta sul Monte Bianco di Marco Albino Ferrari

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Si sono concluse in Alto Adige, nella zona montuosa dell'Alta Val Venosta, le riprese di Bianco, il nuovo film di Daniele Vicari con Alessandro Borghi nel ruolo del grande alpinista Walter Bonatti. Il film sul tentativo di scalare per la prima volta una delle pareti più estreme del monte Bianco, oltre sessant'anni fa, arriverà prossimamente al cinema con 01 Distribution.

«Dopo l'ultimo ciak di Bianco, tre mesi tra 3000 e 3500 metri - dichiara il regista all'indomani della fine delle riprese - ci siamo resi conto di non aver avuto nemmeno un cedimento, solo il desiderio di continuare ad essere lì.

La montagna dà energia, ci guida verso l'alto e ci chiede solo di essere rispettata. La nostra troupe lo ha fatto, l'ha rispettata e lei ci ha dato una quantità tale di bellezza che basterà per anni, come un carburante miracoloso ci porterà lontano, dove l'immaginazione vince sulle paure e sul senso del limite, le cose per le quali vale la pena continuare a fare cinema».

Il film è stato girato in Valle d'Aosta, nei luoghi reali della vicenda, dal Flambeaux alla Fourche fino al Peuterey e ai piedi del Pilone Centrale del Frêney, una immensa parete di roccia verticale alta 800 metri.

Le riprese sono poi continuate a Roma in teatro di posa dove sono state ricostruite con estrema verosimiglianza, attraverso tecnologie avanzate, la parete e le cenge del Frêney. E si sono poi concluse sulle nevi dell'Alto Adige.

Il film racconta la spedizione di Walter Bonatti e due suoi abituali compagni di cordata, Andrea Oggioni e Roberto Gallieni, alla conquista dell'inviolato Pilone Centrale del Frêney. Nell'avvicinamento alla meta, al bivacco della Fourche, gli italiani incontrano una cordata di quattro francesi, guidata da Pierre Mazeaud. Decidono di partire insieme: è l'alba del 10 luglio 1961.

La scalata inizia e rapidamente i sette alpinisti sono prossimi all'obiettivo quando, inaspettatamente, si scatena una tempesta di neve e vento. Un incubo che blocca tutti su strettissimi terrazzini per quattro giorni e quattro notti, al freddo e senza cibo. Ed è l'inizio della tragedia alpinistica che segnò un'epoca, con la morte di quattro scalatori.

Oltre Alessandro Borghi, il cast è composto da Pierre Deladonchamps, Finnegan Oldfield, Marlon Joubert, Quentin Faure, Alessio Del Mastro, Jonas Bloquet. Il film è tratto dal libro Frêney 1961. La tempesta sul Monte Bianco di Marco Albino Ferrari che, insieme a Massimo Gaudioso, Francesca Manieri e Daniele Vicari, firma soggetto e sceneggiatura.

Il libro è edito da Ponte alle Grazie (ripubblicato nel 2018), che lo presenta cosaì: «Sette dei più forti alpinisti sono impegnati sul Pilone Centrale del Frêney al Monte Bianco, l’ultimo grande “problema” delle Alpi.

Da giorni, gli italiani guidati da Walter Bonatti e i francesi da Pierre Mazeaud si trovano in alto sulla parete. Lampi, vento, neve, temperature a venti sotto zero bloccano la salita. Sembra che resistere nella speranza dell’arrivo del sereno sia l’unica soluzione. Ma la tempesta non si placa. E quando Bonatti decide di tentare una discesa disperata, è ormai troppo tardi.

Un dramma nazionale da copertina, che ha lasciato sgomenta l’Italia del boom economico. Uscito per la prima volta nel 1996, questo racconto fedele e incalzante è stato più volte ripubblicato, divenendo uno dei grandi classici della letteratura di montagna».

Tornando al film, il direttore della fotografia è Gherardo Gossi, la scenografia di Marta Maffucci, i costumi di Emmanuelle Youchnovski, il suono di Alessandro Palmerini, il montaggio di Benni Atria e la musica di Luca D'Alberto.

Bianco - una coproduzione Italia, Francia, Belgio - è prodotto da Mattia Guerra, Laurent Fumeron, Joseph Rouschop, Eva Curia. È una produzione Be Water Film con Rai Cinema, The Project Film Club, Tarantula con il contributo del MIC-DGCA Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo, con il sostegno di Idm Film & Music Commission Südtirol, di Fondazione Film Commission Vallée d'Aoste e di Wallimage, in collaborazione con Moncler, con il sostegno di BCC Valdostana e del Club Alpino Italiano e il patrocinio dei Comuni di Courmayeur e di Chamonix e con Skyway Monte Bianco come partner location.













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