Casa della Sat, gioiello della montagna nel cuore di Trento
Al civico 57 della via intitolata a Gianantonio Manci, si viene accolti da due lapidi: una ricorda i soci caduti combattendo con il Regio Esercito nella guerra del 1915-18; la seconda è posta a memoria di Giovanni Pedrotti (1867-1938), «presidente e mecenate» del sodalizio che qui visse insieme alla famiglia. Le vicende del palazzo e del sodalizio alpinistico nato oltre 150 anni sono narrate anche in un recente libro
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Nel cuore di Trento, al civico 57 della via intitolata a Gianantonio Manci, accedendo alla «Casa della SAT» si viene accolti da due lapidi: una ricorda i soci caduti combattendo con il Regio Esercito nella guerra del 1915-18; la seconda è posta a memoria di Giovanni Pedrotti (1867-1938), «presidente e mecenate» del sodalizio che qui visse insieme alla famiglia.
Grazie agli eredi di Giovanni Pedrotti e alla lungimiranza dei dirigenti dell’associazione, dal 1954 la Società degli Alpinisti Tridentini possiede e «abita» questo prestigioso palazzo.
Una dimora di pregio che era appartenuta, ai tempi in cui l’Adige lambiva la città lungo l’attuale via Torre Verde, alla famiglia Schrattenberg prima e ai nobili Cresseri poi.
Fondata a Madonna di Campiglio oltre 150 anni fa, la SAT non ha bisogno di molte presentazioni: conta oltre 27mila soci distribuiti in più di ottanta sezioni, possiede oltre 50 tra rifugi e bivacchi, cura qualcosa come 5.600 chilometri di sentieri. Sede centrale della articolata associazione, il palazzo cittadino è impreziosito da decorazioni, tele, stucchi, epigrafi, pietre finemente lavorate.
Dietro il finto bugnato della facciata, nella Biblioteca della Montagna è custodito un patrimonio unico fatto di migliaia di libri (oltre 60mila, fra cui parecchie rarità), qualche migliaio di carte topografiche, centinaia di periodici, circa 130mila immagini, filmati e molto altro. Oltre alla organizzazione centrale del sodalizio, nel palazzo si trovano lo Spazio Alpino e l’Archivio storico.
Vi hanno sede la Sezione di Trento della società, il Gruppo botanico, lo Sci Club, la Sezione universitaria (SUSAT) e il celebre Coro della SAT.
Sono trascorsi settant’anni da quando la SAT ha posto qui la sua sede definitiva e per celebrare l’anniversario, quest'anno ha pubblicato un libro espressamente dedicato alla storia del palazzo, «La Casa della SAT», opera ricca e molto ben illustrata, di 206 pagine, curata da Riccardo Decarli con testi dello stesso e di Claudio Ambrosi, Giorgia Gentilini, Andrea Petizzi, Silvia Miori.
È frutto di una ricerca, condotta soprattutto negli archivi dell’associazione e del Comune di Trento, alla Biblioteca della Montagna Sat e alla Biblioteca comunale cittadina, che ha permesso di ricostruire le origini e la storia del palazzo.
Ma il volume è anche un libro ben scritto sulla storia dell’associazione nata come Società Alpina del Trentino nel 1872, sciolta dalle autorità austriache quattro anni dopo, rinata nel 1877 con il nome attuale, sciolta nuovamente nel 1917 e divenuta sezione del Club Alpino Italiano nel 1920.
Nel corso di questo secolo e mezzo la SAT ha più volte cambiato sede, traslocando da palazzo Marchetti ad Arco (Prospero Marchetti, primo presidente, era all’epoca il podestà della cittadina) a Riva del Garda, scelta in quanto «scalo principale dei touristes», spiega Riccardo Decarli. Poi, dal 1879, alternando ogni due anni la sede fra Trento e Rovereto e occupando spazi diversi.
Nel 1923 Trento divenne sede definitiva: dapprima in via Rosmini, poi in via San Pietro. Alla ricerca di una collocazione adeguata, i dirigenti valutarono la possibilità di costruire un loro edificio, ma negli anni Trenta il problema fu risolto affittando a Palazzo Libera (oggi Palazzo Trentini, sede del Consiglio provinciale, in via Manci) il primo piano.
Nel 1944 il trasferimento a Palazzo Pedrotti, l’edificio a fianco, affittando alcuni locali. Dieci anni dopo la SAT acquistò il magnifico palazzo, compresa la biblioteca Pedrotti, i cui volumi sono oggi ospitati negli spazi della consultazione, al secondo piano, della Biblioteca della Montagna, aperta al pubblico dal 1991 grazie alla Provincia che l’ha inserita nel Sistema bibliotecario trentino.
E anche grazie ad una convenzione con il Trento Filmfestival, che prevede che i volumi della rassegna Montagnalibri vengano da questa acquisiti, la Biblioteca della Montagna è cresciuta rapidamente in patrimonio ed importanza, tant’è che oggi occupa - viene spiegato nel libro - oltre cinquecento metri quadrati di superficie.
Nelle pagine del volume «La Casa della SAT», insieme alle vicende dell’associazione si incontrano molti dei protagonisti di questa lunga storia: non solo presidenti e consiglieri, ma anche alpinisti di fama internazionale, scrittori, illustri visitatori, artisti come i componenti del Coro della Sat. Un capitolo, infine, è dedicato ai restauri più recenti.