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«Strada delle meraviglie»: l'assalto dei turisti, i divieti ignorati

La Forra di Tremosine è percorribile a senso unico salendo dalla provinciale 38 ma il divieto non viene rispettato. Tante le segnalazioni: “Servono le multe”

LA STORIA. La frana, poi la lunga chiusura di 500 giorni


Daniele Peretti


LAGO DI GARDA.  Riaperta il 26 maggio dopo 17 mesi di chiusura, la Strada della Forra sul Garda è percorribile dalle 10 alle 19 salendo dalla Strada Provinciale 38 in località Pieve di Tremosine per raggiungere Tremosine Alta. Sarebbe a senso unico, ma il divieto spesso non viene rispettato causando situazioni ad alto rischio.

Il divieto si è reso necessario per via delle caratteristiche di quella che è stata definita l’ottava meraviglia del mondo: una stretta via scavata nella roccia che alterna tunnel a spazi panoramici unici nel loro genere e che in poco meno di 6 chilometri porta dai 65 metri della partenza ai 423 dell’arrivo.

Il posto di Roberta Arrighini sulla pagina Facebook “Sei di Tremosine se…” ha innescato una serie di segnalazioni. “…Sto pensando che anche ieri tornando dal lavoro per un soffio non mi sono ritrovata tre splendide moto addosso alla mia macchina – scrive – strada della forra, strada a senso unico fino alle 19 e tre motociclisti, questa volta italiani, quindi nessuna scusa che non riescono a leggere i cartelli, semplicemente tre imbecilli che appena mi fermo e dico loro....ma siete impazziti? Sapete che siete all’interno di un divieto? Fino alle 19 non si può scendere..... e il primo davanti che mi risponde....altrimenti da dove scendevo? Quindi questi sono i furbi che lo fanno apposta solo per non cercare un’altra via! Vogliamo mettere una macchinetta per foto ed iniziare a sanzionare questi imbecilli o dalla ragione dobbiamo passare al torto una volta che ci vengono addosso? Quando inizierà il passaparola che in quel punto si viene multati, la gente se ne guarderà bene prima di superare una transenna, i vari cartelli e un semaforo rosso”.

A non rispettare il divieto sono anche i ciclisti che affrontano la discesa a tutta velocità anch’essi incuranti del divieto; c’è chi ha incrociato delle autovetture in discesa ed ha avuto discussioni anche accese con chi pur in divieto, pretendeva di aver ragione lo stesso. Il fatto più comico è senz’altro quello del furgone in discesa vietata preceduto da un uomo che a  piedi fermava le macchine in salita regolare per permettergli il passaggio.

Si configura una situazione alquanto caotica, ma ad alto rischio quando, evidentemente, la sola segnaletica orizzontale non è sufficiente a far rispettare il divieto. Servirebbero delle telecamere, una barriera che blocchi il passaggio negli orari di divieto, come potrebbe essere utile un semaforo rosso. Ma anche un passaggio frequente di pattuglie della Polizia Locale, perché il passa parola delle contravvenzioni subite potrebbe essere il deterrente più efficace.

Non manca nemmeno la proposta con potenziali valenze economico turistiche: “Se il Comune di Tremosine e quello di Vignale – scrive Gilberto Omarini – pubblicizzassero un possibile percorso che dal lago sale a Tremosine e scende a Tignale, si potrebbero sviluppare sinergie utili per entrambi i Comuni, agli abitanti, ma anche ai turisti che potrebbero scoprire angoli e strade stupendi”.

La riapertura della Strada della Forra ha di certo avuto una risonanza internazionale e la curiosità di percorrerla spinge anche a non rispettare i divieti: non farlo causa però situazioni a rischio che potrebbero avere conseguenze anche gravi.













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