Il Trento Film Festival prepara il grande abbraccio alla città
La grande kermesse di montagna da venerdì 24 aprile a domenica 3 maggio, stamattina in Comune la presentazione ufficiale e i dettagli di un ricco calendario, fra gli ospiti Mauro e Marianna Corona, Hervé Barmasse e Andrea Pennacchi - IL PROGRAMMA COMPLETO
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Presentato questa mattina, l'atteso appuntamento con il Trento Film Festival, che andrà in scena nel capoluogo da venerdì 24 aprile a domenica 3 maggio.
Si tratterà della 74ª edizione della kermesse dedicata alla montagna e incentrata sul cinema ma con una vastissima articolazione di altri sguardi sulle terre alte.
Come sempre, ricchissima la programmazione di opere cinematografiche su temi di montagna ed esplorazione.
Sono 19 i film selezionati nel Concorso internazionale in lizza per le Genziane d'oro e d'argento, 130 i film in totale da ben 38 Paesi. In concorso, tredici lungometraggi e sei corti, con quindici nazionalità rappresentate: Stati Uniti, Regno Unito, Norvegia, Italia, Francia, Repubblica del Congo, Bulgaria, Bolivia, Iran, Canada, Argentina, Paesi Bassi, Cambogia, Portogallo e Georgia.
Fra i numerosi ospiti attesi a Trento, il giornalista Paolo Mieli, i ciclisti Francesco Moser e Gilberto Simoni, giovani alpinisti come Simon Messner e Ines Papert, gli scrittori Mauro e Marianna Corona, l'attore Andrea Pennacchi e il noto scalatore Hervé Barmasse.
Ma ecco il programma completo delle serate evento, che si svolgeranno al teatro Sociale e alla Filarmonica, illustrato questa mattina.
Sabato 25 aprile – Le vie dei sogni. L’alpinismo italiano di oggi e di domani con Andrea Greci e grandi protagonisti: Alessandro Baù, François Cazzanelli, Silvia Loreggian, Camilla Reggio e tanti altri.
Domenica 26 aprile – Premio ITAS del Libro di Montagna condotto da Maria Concetta Mattei, ospite d’eccezione Paolo Mieli.
Lunedì 27 aprile – Omaggio a Charly Gaul nel 70° anniversario dell’impresa sul Monte Bondone. Sul palco Francesco Moser, Gilberto Simoni, Giorgio Furlan, Paolo Savoldelli con i giornalisti RAI Gianfranco Benincasa e Francesca Mazzalai.
Mercoledì 29 aprile – Nuove generazioni, nuovi approcci con Adam Bielecki, Aleš Česen, Simon Gietl, Steve House, Simon Messner, Tommaso Lamantia, Ines Papert, Patricija Verdev.
Giovedì 30 aprile (Teatro Sociale) – Di padre in figlia con Mauro Corona e la figlia Marianna, per festeggiare i 40 anni di MontagnaLibri.
Venerdì 24 aprile – Sala della Filarmonica: concerto di apertura Queendoms Unplugged – Agadez, viaggio sonoro attraverso i culti femminili arcaici.
Martedì 28 aprile (doppio appuntamento): ore 18.00 “Arte, montagna e ospitalità” con Jacopo Veneziani e Michil Costa; ore 21.00 Me, the Explorer con Hervé Barmasse, Kim Youngmi, Alex Bellini, Cecilia Zorzi e Nicolò Guarrera (Pieroad).
Mercoledì 30 aprile (Filarmonica) – concerto de Le Scat Noir, vincitrici del Concorso I Suoni delle Dolomiti 2025.
Domenica 3 maggio – chiusura con il concerto 100 anni SOSAT: il Coro della SOSAT (primo coro alpino nato in Italia nel 1926) celebra il centenario con un racconto musicale tra memoria e paesaggi del Trentino.
La presentazione odierna (nella foto, credits Liber Menendz/Trento Film Festival) è avvenuta nel salone di rappresentanza del Comune di Trento, socio fondatore della manifestazione.
Qui - si legge nel comunicato stampa - hanno preso la parola il sindaco Franco Ianeselli, l’assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia, Francesca Gerosa, il presidente e la direttrice della rassegna, Mauro Leveghi e Luana Bisesti, il responsabile del programma cinematografico Mauro Gervasini e il presidente della Camera di Commercio di Trento Andrea De Zordo.
«La montagna ci fa riflettere su noi stessi e pure sulle tematiche ambientali che undici anni fa, anche grazie alla Laudato Sii, sembravano al centro dell’attenzione. Oggi invece viviamo in un’epoca di politici dissennati e negazionismo climatico. Al di là di tutti i temi interessanti, ricordiamo che questo è prima di tutto un festival cinematografico: il fascino più grande è entrare in sala, vedere le luci che si spengono e gustarsi il film» ha aggiunto Ianeselli.
Francesca Gerosa ha osservato: «Il Trento Film Festival non si limita a parlare di montagna, ma contribuisce a costruirne una vera e propria cultura. Promuovere una cultura della montagna significa educare al rispetto di questi luoghi e trasmettere valori importanti per la crescita dei nostri ragazzi: affrontare le sfide con coraggio e determinazione, e sapersi rialzare nei momenti di difficoltà, proprio come lungo il cammino verso una vetta».
Dal 1952 il Festival ha riempito di immagini, riflessioni, suoni e parole tantissimi luoghi di Trento: sale cinema, teatri, piazze, parchi, spazi inediti. «Il Festival senza Trento non esisterebbe – spiega la Direttrice Luana Bisesti – ma con orgoglio possiamo dire che la Trento curiosa, aperta al mondo e culturalmente vivace forse non esisterebbe senza il suo Festival. Anno dopo anno rinsaldiamo il rapporto fisico e materiale con la città».
Piazza Duomo ospita il padiglione di MontagnaLibri, che quest’anno compie 40 anni: tutte le novità editoriali su montagna, esplorazione, avventura, climate change e natura. Presso il Salotto Letterario (Rotari) gli amanti della letteratura potranno ascoltare autori e autrici grazie alla collaborazione con il Premio ITAS del Libro di Montagna.
Piazza Fiera resta il cuore pulsante del T4Future, con il Parco dei Mestieri e la Climbing Area.
La Sala Depero (Palazzo della Provincia Autonoma di Trento) aprirà per la cerimonia di apertura con la partecipazione del giornalista e conduttore Federico Quaranta.
Mostra-Mercato, incontri e Chiostro degli Agostiniani
Il Chiostro dell’ex convento degli Agostiniani ospita la Mostra-Mercato internazionale delle librerie antiquarie di montagna (1 e 2 maggio): libri antichi, cartoline, incisioni, manifesti. Tra gli eventi: Polifonia Live (30 aprile), Lo scatto nel tempo su Vittorio Sella (1 maggio), I figli del K2 (2 maggio) con Leonardo Bizzaro, Luca Calzolari, e gli eredi dei protagonisti.
Nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio torna Acclimatarsi alla luce (ogni giorno alle 7.00). Al Castello del Buonconsiglio: yoga, meditazione, forest bathing urbano, e incontri come Pensare podcast, Oltre la vetta (salute mentale nelle comunità di montagna), Noi restiamo qui a cura del METS.
MUSE – Museo delle Scienze: sabato 2 maggio la Cerimonia di premiazione e lo spettacolo atteso Bestie Foreste con Andrea Pennacchi, Giorgio Gobbo e Massimo Bernardi.
Urban House (viale Olivetti): due Brunch coreani, Workshop introduttivo alla fermentazione con l’antropologa Valeria Margherita Mosca.
Baita Festival – convivialità in Piazza Cesare Battisti
Piazza Cesare Battisti si trasforma in Baita Festival, spazio gestito dalla ProLoco Centro Storico: sapori, incontri, musica e sport. Apertura dal 24 aprile al 3 maggio (orari vari). Il 24 aprile alle 20.00 live dei Turbo Folk and Roll. Il 30 aprile International Jazz Day a cura del Conservatorio Bonporti. 1 maggio – Party Coreano con il Korean Mountaineers' Choir e Dolomiti K-Vibes, in collaborazione con Ulsan Ulju Mountain Film Festival (Corea del Sud).
Attività sul territorio e trekking
Domenica 26 aprile – Preistotrekking con partenza alle 10.00 dal Parcheggio Parco di Martignano, a cura di Falenablu, Albatros, MUSE e Università di Trento: una passeggiata per leggere l’evoluzione glaciale della Valle dell’Adige.
Il Trento Film Festival ha ottenuto il marchio EcoEventi Trentino (rilasciato da APPA) a partire dal 2020, impegnandosi per ridurre l’impatto ambientale e sensibilizzare il pubblico sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Per quanto riguarda i film, ecco le osservazioni di Mauro Gervasini.
«Esistono tratti comuni tra i film? Forse sì, nella diversità delle storie e dei contesti si esalta la ricerca di modalità di narrazione non banali, che vadano oltre il cinema d’alpinismo standard, spostando l’attenzione in modo a tratti radicale: non più (solo) i contenuti ma le forme, più sperimentali in certi casi o classiche in altre ma mai didascaliche, mai solo divulgative.
Come se la complessità della montagna meritasse finalmente una lingua visiva nuova, più consapevole, più aperta alla percezione nella sua totalità.
Film che si vedono ma si devono anche “sentire”, come insegnano il corto Film de roche di Laurence Olivier oppure Le chant des forêts di Vincent Munier, fresco vincitore del César come miglior documentario, o ancora il corto A Bear Remembers di Zhang & Knight, che nelle differenze è come se chiamassero lo spettatore ad ascoltare, prima di guardare», prosegue Gervasini riassumendo i contenuti dei film del Concorso internazionale. «Linee sperimentali come quelle di Trillion di Victor Kossakovsky, che rielabora con una finissima trama fotografica in bianco e nero il mito di Sisifo caro agli esistenzialisti francesi, oppure The Wind Blows Wherever It Wants del georgiano Ivan Boiko, transumanza di pastori con le loro loro greggi contemplata come fosse il flusso di un fiume, seguendo i tempi naturali della montagna. Il vento soffia dove gli pare nonostante gli uomini, verrebbe da dire. Alcuni, però, rinnovano la loro sfida nei confronti delle vette. È una sfida salutare, un misurare i propri limiti e il proprio orologio biologico senza forzare le rocce, la loro morfologia e la loro essenza.
Succede nei film di alpinismo del concorso: Old Man Lightning di Dawn Kish con il leggendario climber americano John “Verm” Sherman, Girl Climber di Jon Glassberg con Emily Harrington, Pas peur du bonheur di Ambroise Abondance con l’atleta paralimpico Oscar Burnham ma anche 3000 km en bicicleta di Ivan Vescovo con l’ex biker olimpico Iñaki Mazza che a soli 21 anni ha abbandonato il circo Barnum dello sport agonistico per vivere il gesto atletico in purezza in una attraversata della Patagonia in BMX. Tra i tredici lungometraggi del concorso anche un film di finzione, The North di Bart Schrijver, al centro una amicizia messa a dura prova da un viaggio a piedi lungo le 600 miglia della Scozia».
Il Trento Film Festival affida la sua apertura all’anteprima internazionale di Per silenzio e vento di Marco Zuin – in uscita nelle sale prossimamente per Wanted -, un toccante documentario in grado di esplorare il legame spirituale tra l’uomo e l’ambiente montano, superando l’idea di alpinismo come conquista o gesto edonistico per tramutarsi in ascolto profondo, attraverso lo sguardo dello scrittore Matteo Righetto e il suo incontro con alpinisti, studiosi e chi la montagna la vive quotidianamente.
Una riflessione sul valore etico dell’alta quota in un’epoca di crisi ecologica e di pressione turistica. Chiuderà la manifestazione un’altra attesa anteprima, Climbing for Life di Junji Sakamoto, l’incredibile storia di Junko Tabei, prima donna a conquistare l’Everest, nel 1975, che, nonostante la diagnosi di una malattia terminale, ha continuato fino all’ultimo a sfidare le montagne.
Dopo il successo della scorsa edizione, prosegue la rubrica Cincontri, un simbolico anello di congiunzione tra le due anime del Festival, il programma cinematografico e il programma degli eventi: in sala saranno presenti i registi e in alcuni casi i protagonisti dei film, per un vero e proprio talk che seguirà le proiezioni.
Tra i protagonisti e le protagoniste il regista Matteo Oleotto con il suo Ultimo schiaffo; gli alpinisti Matteo della Bordella e Tommaso Lamantia, protagonisti di Oltre i venti del sud di Gian Luca Gasca; l’esploratrice Kim Young-Mi, regista e protagonista del film Alone in Antarctica; Um Hong-Gil, alpinista protagonista del film The Himalayas di Lee Seok-Hoon; Thomas Prenn e Francesco Acquaroli, interpreti del film Zweitland – Seconda patria di Michael Kofler, che saranno presenti alla proiezione insieme alla scrittrice Francesca Melandri; Luciano Casagrande, Giuseppe Cederna e Ram Kedar Negi Gawa, coprotagonisti del film Il rospo e il diamante di Beniamino Casagrande.
«Storie, vite, persone, montagne. I quattro elementi cardinali di un 74. Trento Film Festival che sceglie di essere umanista in un momento storico ai limiti del disumano, raccontando resistenze dalle e nelle Terre Alte: la partigiana del corto Prima dell’aurora di Chiara Zoja, la giovane guardiacaccia sudafricana in lotta con i bracconieri di The Last Ranger di Cindy Lee, i coltivatori di ulivi in Cisgiordania di Land of Canaan di Maggie Lemere, i calciatori che sfidano lo spopolamento della loro comunità montana nel greco The Goals of August di Dimitris Koutsiabasakos.
E ancora le donne trentine di diverse generazioni in lotta per la loro emancipazione in Fémene di Elena Goatelli, presentato in Orizzonti vicini. Mondi diversi, prospettive lontane e vicine, e la densità delle esperienze come denominatore comune», conclude Gervasini, dando al pubblico appuntamento in sala, al Cinema Modena o al Supercinema Vittoria di Trento, per una 74a edizione che saprà regalare ancora una volta emozioni d’alta quota.
📌 Il programma completo, con tutte le informazioni per prenotare o acquistare il biglietto, è disponibile sul sito ufficiale.