CINEMA

«Una capra da inseguire», il corto girato in un paesino della Valsugana

L'opera è diretta da Mila Costi, la sceneggiatura di Angelo Spadaro, coniugi residenti a Barbaniga, la piccola frazione di Civezzano nella quale è ambientata la storia, che sarà presentata in anteprima, fuori concorso, venerdì 6 febbraio, nella serata del premio cinematografico Sat "Oltre la vetta"

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La storia di una capra che fugge nel bosco e di un paese che si mobilita. Questo il filo conduttore di un nuovo cortometraggio, girato in alta Valsugana, nella frazione Barbaniga di Civezzano (foto qui sotto), coinvolgendo gli abitanti.

Titolo: «Una capra da inseguire» (17 minuti, 2025), la regista è Mila Costi, lo sceneggiatore Angelo Spadaro, moglie e marito, entrambi residenti a Barbaniga, piccolo paese a 700 metri di quota, sulla strada che da Civezzano sale verso il lago di Santa Colomba.

Il documentario sarà presentato in anteprima, fuori concorso, venerdì 6 febbraio, alle 20, durante la serata del premio cinematografico di montagna "Oltre la vetta", organizzato dalla sezione Sat di Civezzano. La serata, con proiezioni e premiazioni, si terrà nella frazione Torchio, negli spazi dell'associazione El Cormel (presso il campo sportivo).

Saranno proiettati anche altri cortometraggi selezionati per il premio, che esplorano le montagne sotto ogni aspetto: vita e cultura delle comunità montane, sostenibilità, tutela dell’ambiente e avventure umane. 

Nel sito Web della manifestazione si spiega: «La selezione dei film è orientata a storie di alpinismo, avventure umane, testimonianze culturali e riflessioni sulla tutela degli ecosistemi montani. Una serata aperta a tutti gli appassionati di natura, di esplorazione e di cinema: un viaggio visivo che unisce emozione, consapevolezza e curiosità».

La storia di «Una capra da inseguire». Lungo la strada che porta a casa sua, una ragazza incontra una capra fuggita al suo proprietario e che ora vive nei boschi. La giovane scopre che molte persone del vicino paese tentano di catturare la capra, ma nessuno ci riesce.

La protagonista nel frattempo è intrappolata nella routine della sua vita. È occupata con il lavoro e la cura dei figli, e all'inizio presta poca attenzione alla cosa. Ma col passare del tempo e con la capra che rimane libera, comincia a riflettere sulla vicenda. Quello che sembra un semplice incontro si rivelerà una svolta significativa nella sua vita.

La regista. Mila Costi (foto qui sotto), presente come attrice nel film speleologico «Il buco» (2021), con Angelo Spadaro ha già prodotto l'altro corto «Piccola cosa» (2023).

«Desidero che i miei film - spiega Mila Costi - siano un invito alla contemplazione e alla gratitudine per la bellezza che ci circonda. Attraverso la musica e una narrazione delicata, i miei film invitano il pubblico a rallentare, a immergersi nella serenità della natura e a riflettere sul nostro legame con essa.

Spero che questo possa ispirare una maggiore consapevolezza ambientale e una prospettiva più profonda sulla nostra esistenza. Le mie opere rappresentano la mia passione per la natura e la mia visione di una vita in armonia.

Sono grata di poter condividere questa storia con voi e spero che possa suscitare emozioni, stimolare la riflessione e trasmettere un messaggio di rinnovamento». Z. S.













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