Rifiuti, l’appalto lievita di un milione

Giudicarie, la Comunità affida il servizio alla Sogap, ma i costi passano da 2 milioni ai 3 attuali per il minor ribasso della ditta


di Ettore Zini


GIUDICARIE. Di quanto ancora non si sa, ma di certo le bollette per il servizio di raccolta rifiuti dei 39 comuni delle Giudicarie è destinata ad aumentare.

E gli aumenti non saranno di scarsa entità. Lo anticipa l’aggiudicazione della gara d’appalto per i prossimi cinque anni. Gara che è stata aggiudicata, ancora una volta, alla Sogap srl di Preore, in pratica da sempre azienda erogatrice del servizio per conto del Comprensorio delle Giudicarie, prima e per la Comunità di Valle, poi. E che, a rigor di procedura, è considerata ancora provvisoria fino all’espletamento di tutte le formalità del bando. Ma, che, di fatto, consegna per l’ennesima volta il servizio di raccolta integrato di tutti i rifiuti della zona (urbani e assimilabili) all’azienda locale già rodata sul territorio per la sua affidabilità. Con la sola eccezione che, questa volta, l’appalto le è stato assegnato a un costo di gran lunga superiore a quello di cinque anni fa.

Allora la gara era stata vinta con uno sconto secco del 20%. L’appalto era al massimo ribasso e dai 2.700.000 euro dell’offerta di base, l’aggiudicazione era scesa a 2.080.000. Da oggi, meglio dal prossimo mese di marzo, il costo della raccolta sale a 3.036.453,50 euro. Quasi un milione di euro in più degli anni passati. Con la certezza matematica quindi che, quel costo, dovrà essere spalmato sulle prossime bollette dell’utenza. In lizza solo due concorrenti: la Sogap di Preore che si è aggiudicata la commessa con un ribasso del 2,429% sui 3.111.946 preventivati, e la ditta Aimeri Ambiente Spa di Milano che, con un’offerta di 3.047.743,26 euro, ha praticato un ribasso del 2,066%, solo 11.290 euro in più dell’azienda locale. Quest’ultima, risultata tra l’altro migliore sia per l’offerta tecnica, che per quella economica. Altre tre aziende si erano interessate al bando: l’Aprica di Brescia, la Padova 3 di Padova e la Sesa di Este. Tutte e tre, dopo un sopralluogo in loco per verificare le caratteristiche del bacino di raccolta non hanno presentato nessuna offerta.

Ora c’è da verificare quella che in termini tecnici è considerata “un’anomalia”. Vale a dire c’è da controllare come mai a offerta migliore corrisponda anche prezzo minore. Poi, da marzo, l’aggiudicazione da provvisoria diventerà definitiva. L’affidamento di questo servizio di raccolta rifiuti in ambito giudicariese è avvenuto tramite bando europeo, pubblicato Gazzette Ufficiali e giornali a tiratura nazionale. È uno degli appalti più importanti gestiti dalla Comunità delle Giudicarie. Garantisce la raccolta di 20 mila tonnellate di rifiuti annui, di cui 16 mila differenziate e “lavorate” nel Centro integrato di trattamento dei rifiuti, in località Bersaglio a Zuclo. La sua incidenza sull’intero servizio è molto rilevante, considerando che il costo complessivo ripartito finora sugli utenti era di circa 5.300.000 euro. A cui, ora, andranno a sommarsi altri 956.000 euro di costi aggiuntivi. Compresi i circa 350 mila euro di affitto annui, pagati per l’affitto delle chiavette ai contenitori del residuo, corrisposti con contratto pluriennale alla Emz di Bolzano.













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