Il grazie di Chico Forti all’Alto Garda

Arco. Elisabeth Salis è una arcense che crede fermamente nell’innocenza di Enrico “Chico” Forti: «È detenuto in carcere da vent’anni ingiustamente per un omicidio che non ha mai commesso, e io gli...



Arco. Elisabeth Salis è una arcense che crede fermamente nell’innocenza di Enrico “Chico” Forti: «È detenuto in carcere da vent’anni ingiustamente per un omicidio che non ha mai commesso, e io gli credo». Venerdì sera, sulla terrazza della pizzeria ristorante “California Camping” di Arco, la sua conterranea ha organizzato una serata per raccogliere fondi a sostegno delle spese legali. Forti, originario di Trento, classe 1959, ex velista di vaglia ed ex produttore televisivo, nel 2000, in Florida (Usa), è stato condannato all’ergastolo, senza liberazione condizionale, per omicidio. Lui ha sempre sostenuto e sostiene tuttora di essere innocente e di essere vittima di un errore giudiziario. Anche il sindaco di Arco, Alessandro Betta, si è schierato in favore di Forti, con una mozione per il consiglio comunale. «Chico Forti potrebbe almeno rientrare in Italia, e sarebbe umano, per scontare la pena residua e poter vedere i suoi familiari - scrive Betta -; si pensi solo al dolore della mamma anziana che attende il suo rientro nel suo paese».

Molto partecipata la serata al California. Era presenti gli zii Gianni e Wilma, alcuni rappresentanti del Comitato di Trento e sostenitori provenienti da tutto il Trentino e anche da fuori regione. Alcuni amici hanno letto poesie e messaggi per Chico, come il poeta Mauro Galas e i sostenitori di Faver. Momento toccante l’ascolto del video-messaggio di Chico: «Ai miei sostenitori della Busa, con un grazie a Fabio (Galas, ndr) ed Elisabeth per la serata di Arco, onde evitare tristezza che odio associata al mio nome - ha detto - questa sera vi racconterò alcuni aneddoti. Ricordo come la Busa mi avesse adottato, quasi fosse ieri. Dovunque andassi mi accoglievate tutti con un sorriso, non riuscivo a pagare neanche per un tiramisù. All’hotel Centrale, Ennio Bertolini aggiungeva la specialità della mamma e stanza con vista piazzetta, dove le mie spericolatezze (con il windsurf e in arrampicata, ndr) erano conosciute quasi quanto la scritta di Goethe». Il video poi prosegue con una serie di simpatici aneddoti legati all’Alto Garda e Ledro, con la promessa finale «di rivedere tutti gli amici in Busa per festeggiare la mia libertà».

La battaglia continua, da parte dei sostenitori dell’innocenza di Forti.













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