Beltrame, ultimi mesi al S. Maria

«Ma non smetterò di operare, voglio insegnare ai giovani ciò che ho imparato»



 ROVERETO. L'Azienda sanitaria gli ha già accordato nel 2010 una proroga di due anni, ma ora il dottor Millo Beltrame, primario di otorino al Santa Maria, sta meditando se rimanere fino all'età massima (a giugno 2012 compirà 67 anni) o se anticipare la pensione a fine anno. L'unica certezza è che non smetterà di lavorare: «Voglio continuare ancora qualche anno ad operare e insegnare» assicura lui, che in vent'anni ha creato dal nulla un reparto d'eccellenza.  Beltrame è un'istituzione, a Rovereto. Quando arrivò da Trento, nel 1991, il reparto di otorinolaringoiatria «non esisteva», taglia corto il primario. «Ricordo un paziente, era da venti giorni in rianimazione perchè aspettava una tracheotomia». Le operazioni erano rare, e in gran parte di routine, come le tonsille. Il primario, non avendo facoltà di scegliersi la squadra, iniziò a formarla sul campo. Nel 1992 fece la prima operazione di impianto cocleare per ridare l'udito a un sordo. Oggi per Rovereto è la routine, ma allora era l'avanguardia. «Dovevo operare assieme al dottor Turazzi, oggi primario di neurochirurgia a Borgo Trento. L'allora primario Bricolo disse però che a Rovereto non si potevano eseguire operazioni simili. Così rimasi da solo. E operai». Da allora sono cambiate molte cose, altri medici sono arrivati e si sono specializzati ad altissimo livello operando con Beltrame. «E' così cho ha imparato anch'io. Certo, le protesi cocleari fanno effetto sui media, ma oggi ci spingiamo ben oltre». Un esempio? «Operiamo i neurinomi del nervo acustico, una chirurgia molto complessa e poco conosciuta. Il neurinoma è un tumore benigno del cervello piuttosto frequente, lo operiamo senza il supporto del nerochirurgo. Inoltre da anni operiamo il colesteatoma, il tumore dell'orecchio». Ma qual'è oggi l'avanguardia nel settore? «Siamo in grado di rimediare a molte malformazioni congenite dell'orecchio, ad esempio con le protesi impiantabili. Si tratta di stimolatori meccanici per trasmmettere le vibrazioni a chi è privo di canali, ossicini, martelletto, ma ha un nervo acustico funzionante». Si tratta di nuove tecniche sperimentate qui, e i chirurghi di tutto il mondo arrivano a Rovereto per studiarle. Anche Beltrame viaggia per operare: Usa, Sudamerica, Asia. «Una quindicina di volte all'anno. E' così che si insegna ai giovani. Ma oggi in Asia, ad esempio a Singapore o in India, ci sono centri ad altissima specializzazione. Lì studiano e si formano quelli che saranno i grandi medici di domani». Non in Italia? «Purtroppo serve un lungo apprendistato, almeno 10 anni. Per forza i giovani medici italiani preferiscono altre specialità». Dottore, chi la sostituirà? «Abbiamo in casa il dottor Frau, l'ho scelto dieci anni fa e lo ritengo il migliore. E' anche più bravo di me».

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